Italia
Valerio D’Orio: un “sorcino” su mille ce la fa «Sono entrato nel mondo di Renato Zero»
Ha realizzato il suo sogno, facendo la comparsa nel video “La Vetrina”, ultima fatica dell’artista romano di cui è fan
LA STORIA
Ha coronato il sogno di chissà quanti sorcini: entrare a fare parte di una canzone del grande Renato Zero. A Valerio D'Orio, commerciante vadese di trentacinque anni, è accaduto un po' per caso e un po' per la determinazione con cui segue da sempre il suo idolo. «L'ultimo carnevale che ho passato con mio padre mi vestì da Pierrot – ricorda - e quando ascoltai la canzone di Renato “Niente trucco stasera” mi ci ritrovai e scoppiò la passione. Da allora non ho mai smesso di seguirlo».
Qualche settimana fa, l'occhio di Valerio cade su un annuncio on line in cui si cercavano comparse a Ravenna per il video de “La vetrina”, singolo dall'album “Zero il folle”, la cui uscita è prevista per il 4 ottobre. Non perde tempo, Valerio, e parte per il casting sull'Adriatico, dove si presentano centinaia di sorcini e aspiranti attori.
«Mi hanno dato il numero 304 già il primo giorno - dice - , figuriamoci quante persone ci saranno state. Al colloquio mi hanno chiesto nome, cognome e “se ti dico Renato Zero cosa provi?”. Mi è venuto spontaneo dire “io sono qui per lui”. Tre minuti dopo tornavo a casa». Passano le due settimane previste per conoscere l’esito ma tutto tace. Fuori tempo massimo arriva la telefonata. «Ero in negozio - riprende D’Orio - e il cliente che servivo mi ha visto sbiancare; anche perché la richiesta era davvero strana: “si presenti domattina alle 7 all'ospedale di Argenta, nel parcheggio della sala mortuaria”. Ho pensato subito a uno scherzo, stavo per mandarli a quel paese. Invece, dopo un po' chiama la costumista per dirmi cosa dovevo indossare. Lì, non ho avuto più dubbi, ho messo un cartello al negozio “Chiuso per Renato Zero” e sono partito». Le riprese nell'ospedale non sono state meno sorprendenti.
«Vestito da infermiere dovevo girare per i corridoi dove lavoravano veri medici e infermieri – prosegue nel racconto – e pazienti e familiari mi chiedevano addirittura informazioni. Non era facile. Il regista Stefano Salvati intanto, stava dietro la macchina da presa. Poi ci siamo spostati a Ravenna, dove ho interpretato un professore di liceo e un autista. Infine è venuto anche mio marito Daniele (Bramante, uniti civilmente nel 2017 a Castello Pasquini, ndc) e insieme abbiamo interpretato una coppia che passeggia al parco. Insomma, noi stessi».
Qui, Valerio ha toccato il cielo con un dito, perché la sua vita reale è diventata parte di un sogno, il fantastico universo di Renato Zero. «E' stato esaltante entrare nel suo mondo – conclude – e quella canzone me la sono sentita addosso. E' un testo di denuncia contro opulenza, abusi e dipendenze. Temi che condivido e in cui sono entrato da protagonista. Ho realizzato un grande sogno». Molti amici, specialmente vadesi, conoscono bene la passione del commerciante e hanno seguito via Facebook le sue trasferte. Incoraggiandolo prima, e complimentandosi con lui dopo. —
Federica Lessi
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