Il Tirreno

Sulla costa risultati eccellenti 

Bolgheri, annata da ricordare come non si vedeva dal 2001

Divina Vitale
Bolgheri, annata da ricordare come non si vedeva dal 2001

Un decorso stagionale dai grandi equilibri ha permesso una maturazione perfetta delle uve. Bene i bianchi internazionali e i rossi Merlot, Syrah e Cabernet

2 MINUTI DI LETTURA





BOLGHERI. Un’annata, dita incrociate, che promette molto bene. Quella del 2019 ha avuto un decorso stagionale molto variegato ed equilibrato. Senza fenomeni eccessivi né in fatto di caldo né di piogge o freddo. Si è registrata una grande escursione termica tra il giorno e la notte, soprattutto nei mesi estivi. Al punto giusto per garantire un buono sviluppo delle uve. Ma soprattutto si è tornati a tempi di vendemmia più regolari, che non si vedevano da anni. Gli ultimi infatti erano caratterizzati da corse alla raccolta, già da agosto anche sulle varietà che invece chiedevano più tempo.

«Finalmente, un’annata equilibrata e non precoce – spiega Attilio Pagli, uno dei maggiori enologi che lavora in tutto il mondo e anche a Bolgheri e dintorni – la maturazione è andata lenta ma in maniera costante, manifestando un ottimo equilibrio tra zuccheri, acidità e polifenoli. Sono convinto che il 2019 lo ricorderemo come una produzione tra le grandi del territorio. A livello varietale è stata molto buona per il Syrah, tra poco potremo valutare anche il Cabernet ma sono molto fiducioso».

Non è questo il solo parere lusinghiero. «La vendemmia a Bolgheri e dintorni è molto interessante un po’ come in tutta la Toscana – ha detto Emiliano Falsini, enologo che si muove in tutta Italia con diverse aziende nella zona -. Fino ad ora hanno risposto bene tutte le varietà raccolte prima della pioggia; sia per i bianchi internazionali, Sauvignon e Chardonnay, e sui rossi, sia Merlot e Syrah. Sul Cabernet siamo ancora agli inizi, stiamo ultimando il Franc. Come produzione, per i rossi, siamo nella media con un più, mentre per le uve bianche un po’ meno. Soprattutto per il Vermentino a causa del freddo sofferto nel mese di maggio». Falsini, continua. «In questi giorni ero a Montalcino: uve integre con una maturazione lenta, non ci sono scottature, segni di stress. Grappoli pressoché perfetti. Un tratto distintivo di un’annata tra le migliori di questi anni. La qualità media in tutte le Regioni è comunque alta, anche se forse il nord ha sofferto un po’ di più con varietà come il Dolcetto. La Sicilia presenta anch’essa uve perfette».

«Vendemmia fantastica – ha confermato anche l’enologo Luca D’Attoma – qualitativa e quantitativa. Mi ricorda la vendemmia 2001, che fu davvero straordinaria in tutta Italia. Escursioni termiche perfette, piogge a raffrescare e a spingere la maturazione, a completamento. Sulla costa sono molto felice per i risultati portati in cantina. Non si riscontra un vitigno migliore e uno peggiore. Il Merlot per esempio, è stato vendemmiato a settembre inoltrato e non in agosto. Direi di più non si poteva chiedere». —

Divina Vitale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web