Il Tirreno

Villa esplosa, i colleghi di Martina e Giuliano: «Facciamo tutti il tifo per loro»

Villa esplosa, i colleghi di Martina e Giuliano: «Facciamo tutti il tifo per loro»

Bibbona, alla Conad di Cecina e Donoratico dove lavorano i due feriti c'è preoccipazione per le loro condizioni di salute

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DONORATICO. Martina Rossetti, 40 anni, la mattina di lunedì 23 settembre non doveva essere al lavoro. Il suo cognome nel turno del mattino non c’è, ma il suo nome, all’interno del supermercato Conad di Donoratico, è sulla bocca di tutti tra speranza e preoccupazione. «Da quando abbiamo saputo dell’esplosione – spiega la collega all’ufficio informazioni – stiamo incrociando le dita perché tutto finisca nel miglior modo possibile per tutti quanti».

Al di là dell’ingresso le colleghe del reparto ortofrutta sistemano i prodotti come fanno ogni giorno. «La nostra speranza – va avanti un’altra collega – è quella di vederla al più presto al lavoro». Stessa apprensione tra i colleghi di Giuliano Geri, direttore del negozio Conad di Cecina. «Facciamo il tifo per lui», dicono. Martina e Giuliano come ricordano i vicini di casa vivono nella villetta di proprietà della famiglia della quarantenne da un paio d’anni. Nelle case vicine abitano i parenti: il padre nell’appartamento al piano terra «è a Cuba in vacanza stanno cercando di avvisarlo», il cugino nella villetta di fronte e la zia a pochi metri di distanza.

«Adesso la cosa importante – dicono in coro – è che tutto si risolva nel miglior modo possibile. Nella sfortuna – ammettono – una cosa positiva c’è: al momento dell’esplosione nelle case vicine non c’era nessuno. I ragazzi che vivono accanto erano ancora in vacanza e il padre di Martina è partito qualche tempo fa». Adesso, appena i vigili del fuoco daranno il via libera, saranno gli stessi parenti ad occuparsi di mettere in sicurezza e proteggere quel che resta della villetta. «L’esplosione – spiegano – ha distrutto circa duecento metri di tetto. Appena possibile mettremo dei teloni per impedire che i danni siano ancora maggiori».

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