Il Tirreno

Rifiuti abbandonati in strada da giorni: proteste alle Morelline e alle Pescine

Matteo Scardigli
Rifiuti abbandonati in strada da giorni: proteste alle Morelline e alle Pescine

Rosignano, sfalci di potature, mobili e immondizia: fioccano le segnalazioni. Motorino abbandonato ai piedi di un albero

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ROSIGNANO. Degrado ovunque, nelle strade, nelle piazze e nelle aree verdi del territorio di Solvay. Sotto gli occhi di tutti, spesso per giorni; o per mesi, o anche anni, nel caso di atti di vandalismo. Responsabile è chi compie l'atto, che denota disprezzo verso la cosa pubblica. E chi deve pulire alla fine pulisce, ma spesso interviene – nella percezione del residente – in ritardo.

Ma nel frattempo il residente vede e segnala. Il Tirreno ha fatto un altro viaggio alle Morelline, dove si ripetono i casi più eclatanti di abbandono dei rifiuti, dove accanto ai cassonetti vicini al circolo Arci vengono scaricati ogni giorno elettrodomestici e mobili e vestiti nonostante a poche centinaia di metri si trovi il Centro di raccolta di Rea. E non appena l’azienda passa a portar via, subito si riforma la discarica abusiva.

O gli sfalci delle potature («quelle rare volte in cui passano a tagliare le piante e le erbacce», raccontavano poche settimane fa i residenti al Tirreno) lasciati a distanza di alcuni metri, in via Forlì. Sacconi neri, rami e sterpaglie al sole, nella beata speranza che qualcuno provveda. O il motorino di grossa cilindrata gettato da giorni (oltre una settimana, dicono alcuni cittadini) ai piedi del grande platano in via Guido Rossa. Basterebbe chiamare i vigili, ma qualcuno fa notare che «ci passano 3-400 volte al giorno, da via Rossa ci manca solo ci passi l’esercito con i blindati poi ci son passati tutti».

O ancora l’incuria e l’abbandono che regnano nel terreno dell’ex ospedale, là dove – il residente si chiede perché – non si può fare un po’ di manutenzione al verde incolto. O la schiuma che regolarmente soffoca la fontana di piazza del Cavallo (dentro c’era finita anche una bici, e sotto i portici era stata avvistata anche una poltrona), o i rami crollati appesi agli alberi in via Saffo, o i rifiuti spesso ammucchiati accanto ai cassonetti vuoti, o i pacchetti di sigarette gettati accanto ai tavoli da picnic del piazzale, o le bottiglie di birra.

Il residente vede e segnala, e condivide. Basta navigare un po’ sui social per rendersi conto di quanto al residente di Solvay sta a cuore il decoro della propria frazione, e come a ogni segnalazione – al netto della battuta di spirito – corrisponde sempre la collaborazione della comunità per indicare una soluzione.Ma il degrado chiama altro degrado, e la percezione si moltiplica, travalicando i confini della frazione di appartenenza. Aguzzando la vista del residente che arriva a puntare il dito perfino contro alcuni “termosifoni” (così vengono identificati, a lunga gittata) lanciati giù per la scarpata della scogliera del promontorio nobile di Castiglioncello, sotto al Godilonda che in epoche più nobili è stata la dimora di Gabriele D’Annunzio.

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