Il Tirreno

il sindaco lippi 

«L’Asl stabilizzi quei medici se vanno via, l’ospedale chiude»

G.C.

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CECINA. «È necessario stabilizzare all’interno del pronto soccorso il personale oggi in convenzione col 118, per dare continuità e sicurezza ai cittadini». Il sindaco Samuele Lippi interviene nella vertenza dei medici del 118 che hanno minacciato di lasciare l’attività in pronto soccorso e tornare a lavorare solo sulle ambulanze.

«Al di là della contrattazione sindacale nella quale non mi intrometto perché non mi compete e perché non sono in grado di poterla valutare - dice Lippi -, è chiaro che questi medici da anni svolgono una funzione fondamentale all'interno di un pronto soccorso che ogni anno registra 30mila accessi. Non posso tuttavia non rilevare che se due medici lavorano nel solito posto e fanno le stesse cose non è possibile che uno guadagni la metà dell'altro e non abbia diritto a malattie, maternità, ferie e alle altre tutele. Leggo che una dottoressa addirittura è andata a lavorare con un tutore, non è possibile».

Dunque? Secondo Lippi la soluzione è la stabilizzazione dei medici del 118 in convenzione, un processo quasi naturale - almeno dal punto di vista logico - visto che da anni sono diventati pezzi essenziali del pronto soccorso.

«Queste persone fanno i turni, salvano la vita alle persone, subiscono aggressioni, non si possono trattare così: chiederò all'Asl che siano stabilizzati, forse in questa circostanza è arrivato finalmente il momento di discutere dell'automedica e degli infermieri del dipartimento emergenza urgenza sulle ambulanze (il famigerato progetto della Regione, bloccato un anno fa, che prevedeva di togliere i medici dalle ambulanze e sostituirli con gli infermieri, spostando molti medici del 118 negli ospedali e lasciandone uno su un’automedica, ndr). Intanto ho chiesto un incontro a loro e porterò il problema in maniera ufficiale alla conferenza dei sindaci: voglio essere tranquillizzato sul fatto che non ci siano ripercussioni sul pronto soccorso».

Intanto la prima questione è raffreddare la vertenza: «Ho seguito la cosa dal primo momento, mi pare di capire che non trovano una soluzione, ma va trovata, perché è vero che i medici mi hanno garantito la presenza, ma è necessario trovare un modo per equiparare questi lavoratori ai dipendenti. Non voglio immaginare cosa accadrebbe se un giorno se ne andassero tutti nel privato, chiuderemmo l’ospedale...». —

G.C.

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