Italia
Incentivi alle imprese, nasce il distretto rurale Val di Cecina
Il comune aderisce al nuovo organismo che vuole essere un punto di riferimento per il settore: possibilità di accedere a nuovi finanziamenti
CECINA. Dal comprensorio cecinese, fino a Volterra, abbracciando comuni per rilanciare le imprese della filiera agroalimentare. E’ questo l’obiettivo del nascituro distretto rurale Val di Cecina al quale l’amministrazione comunale locale ha dato il via libera all’adesione con un primo impegno finanziario (solo per l’adesione 800 euro).
Nel sistema produttivo della Val di Cecina il settore agricolo rappresenta un elemento di eccellenza sia in termini produttivi che occupazionali ed è una delle componenti economiche di maggiore rilevanza ad oggi solo in parte sviluppata e valorizzata. In particolare - si legge nella delibera comunale - «il comparto agroalimentare trova in questi territori condizioni ottimali per il suo sviluppo, dove “alle eccellenze produttive”, si associa come elemento distintivo e caratterizzante il brand “prodotto in Toscana”; e caratteristiche economico produttive e il sistema di relazioni fra le imprese e gli enti del territorio spingono affinché venga condivisa e valorizzata una progettualità condivisa e concertata che coinvolga tutti i settori economici del territorio rurale: agricoltura, artigianato, turismo, commercio».
Tale percorso potrà essere sostenuto dalla Giunta Regionale, anche con il supporto tecnico dei propri uffici, attraverso un’attività di animazione per la presentazione al Mipaaf (Ministero Politiche Ambientali e Forestali) di un “Contratto di Distretto” che possa sostenere lo sviluppo delle imprese agroalimentari. Si prevedono infatti progetti integrati in ambito aziendale (pacchetto giovani/donne, qualità, ambiente). Ma anche progetti integrati di filiera, che coinvolgono i diversi attori della filiera (agricoli, agro-industriali e della commercializzazione, fornitori di servizi, ecc.) che operano a livello locale, costituiti in parternship.
Dovranno essere preliminarmente individuate le principali filiere produttive territoriali, specificati i fabbisogni e definite le “azioni chiave” per il loro rilancio o definitiva affermazione.
Ed ancora progetti integrati territoriali, che coinvolgono i diversi attori di un territorio, tra loro organizzati in un sistema di relazione, che operano a livello locale e che si impegnano al miglioramento delle condizioni ambientali (paesaggio, biodiversità, adattamento).
Insomma, per le imprese che scommettono sullo sviluppo, un interlocutore nuovo e più forte anche per trovare risorse a sostegno dei progetti di crescita. —
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