L'ultimo saluto di Cecina al piccolo Gabriele: «Sei simbolo di coraggio»
Centinaia di persone alla Santa Famiglia per le esequie del dodicenne, l'abbraccio al feretro dei compagni scout Supernova e del Basket Cecina
CECINA. Ragazzi che un giorno saranno uomini indossano con profondo rispetto le divise degli scout e del Basket Cecina, i mondi che, insieme agli scacchi, hanno riempito la vita di Gabriele Patisso, adolescente allegro e pronto alla battuta, educato e pieno di amici. Ieri, la chiesa della Santa Famiglia ha ospitato il funerale davanti a centinaia di persone, pronte ad abbracciare la mamma Stefania, il padre Stefano e la sorella Francesca, distrutti dal dolore per la morte del figlio, avvenuta in soli quattro mesi.
Il bimbo ora riposa in pace nel cimitero di Cecina, non senza che i suoi compagni di scuola lo abbiano ricordato liberando in aria i palloncini bianchi. In primavera Gabriele aveva partecipato, con il gruppo scout Cecina 1 supernova, allo spettacolo ispirato all’Isola che non c’è di Peter Pan al teatro Roma a Castagneto. E proprio la canzone scritta da Edoardo Bennato è stata cantata dai suoi compagni in camicia blu sul piazzale di lato all’ingresso, tra i giocatori di pallacanestro impegnati a palleggiare con il pallone a spicchi. Un gesto d’affetto semplice e allo stesso tempo straordinario, che testimonia in modo spontaneo la tensione emotiva e la sofferenza, il rispetto e l’affetto di chi, sui banchi, davanti alla scacchiera e in palestra lo ha conosciuto e frequentato, apprezzandone le non comuni qualità umane.
“Un grande abbraccio da questa chiesa gremita a Gabriele e alla sua famiglia – ha detto don Marco Fabbri –, ma la morte di cui Gesù ci insegna ad avere paura è quella dell’anima. E allora chiediamo che il Signore venga e ci tiri fuori dai nostri sepolcri”. I 120 giorni vissuti con la malattia raccontano di un lottatore indomito, deciso a scalare una montagna, sempre sostenuto dalla fiducia e dalla forza della sua famiglia. E dai messaggi inviati legando i pensieri, un dono per il bimbo dallo sguardo profondo e interessato, costretto a combattere un male improvviso e tremendo nei reparti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Una delle infermiere, Maria Rosaria, ha scritto che “Gabriele ha superato ogni barriera, entrandoci nel cuore con la sua dolcezza”.
Gli scout – che lo hanno ricordato con parole toccanti suonando e cantando in coro a lato dell’altare – hanno scelto per lui il soprannome totem, sinonimo di coraggio, energia e capacità di esprimere il proprio punto di vista. Tommaso Paoli, allenatore della formazione under 13 del Basket Cecina in cui giocava Gabri, ha letto il testo breve inviato del presidente Elio Parietti e sottolineato che “la passione per lo sport era in lui innata. Sei stato un compagno di squadra fantastico”.
Le stesse parole espresse dal presidente del circolo di scacchi cecinese Luigi Luperi. Accanto ai familiari era seduto il sindaco Samuele Lippi. Le esequie sono state curate dall’impresa funebre Santini e, appena la funzione religiosa è terminata, i presenti si sono disposti in fila davanti all’ingresso della Santa Famiglia. Il feretro, sul quale sono state appoggiate due fotografie, i pantaloncini da basket con il numero 30 e il fazzoletto simbolo dello scoutismo, è uscito e l’ha attraversata in un attimo. La canzone di Bennato, i palloncini e i palleggi dei suoi amici rossoblù hanno così salutato Gabriele per l’ultima volta.
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