Il Tirreno

A 45 anni trovato morto su una barca a Cala de’ Medici

A 45 anni trovato morto su una barca a Cala de’ Medici

Rosignano, il corpo scoperto da un amico: era lì da giorni. La Procura ha disposto l’autopsia. Le indagini sul telefonino per ricostruire le ultime ore dell’uomo

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ROSIGNANO. Il corpo l’hanno trovato all’interno di una barca a vela ormeggiata nel porto rosignanese di Cala de’ Medici: il caldo di quest’ultimo scampolo di estate ha accelerato la decomposizione ma già da un primissimo esame esterno del cadavere è emerso che il cuore di Marco Precerutti, 45 anni compiuti in aprile, vita fra Livorno e Castellina Marittima, si era fermato in modo definitiva probabil-mente già da giorni. Resta però ancora da accertare il motivo della morte: è per questo che, dopo i rilievi degli 007 della Scientifica, il corpo dell’uomo è stato portato al cimitero dei Lupi a Livorno perché resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, con le indagini nelle mani del procuratore capo Ettore Squillace Greco.

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In realtà, non risulta siano stati notati segni evidenti di morte violenta ma la Procura ha preferito dispor-re l’autopsia per chiarire senza ombra di dubbio cosa è accaduto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Cecina guidati dal luogotenente Giorgio Di Nardo insieme alla delegazione dell’ufficio marittimo locale di Castiglioncello della Guardia Costiera. C’è da ricostruire in dettaglio gli ultimi giorni dell’uomo: soprattutto gli investigatori vogliono capire come mai nessuno abbia cercato Prece-rutti o comunque nessuno si sia impensierito visto che il cellulare squillava a vuoto. Proprio sul telefonino dell’uomo sarebbero stati compiuti i primi accerta-menti. Bisogna mettere nel conto, comunque, sia le abitudini assai riservate del quarantacinquenne sia il fatto che, come si è appurato in seguito, parecchi dei suoi amici pensavano che fosse in mare con la barca a vela per una delle sue uscite.

La società del porto turi-stico, la Marina Cala de’ Medici spa, ha intanto messo a disposizione degli investigatori le immagini riprese dalle oltre quaranta teleca-mere dell’apparato di video-sorveglianza. Anche se pe-rò ci sono almeno tre aspet-ti da precisare: 1) i video si autocancellano con caden-za praticamente giornaliera, dunque consentiranno di gettare lo sguardo all’in-dietro su quel che è accadu-to sulle banchine ma non più di tanto; 2) la barca a ve-la a bordo della quale è sta-to trovato il corpo di Prece-rutti è ormeggiata in una zo-na un po’ defilata; 3) nel porticciolo c’è un servizio di sorveglianza 24 ore su 24 ma è un presidio più che una guardiania vera e pro-pria.

«Facciamo presente che, proprio due giorni fa, i vi-deo delle telecamere di sor-veglianza installate all’in-terno della struttura hanno permesso di accertare un in-cidente avvenuto fra due imbarcazioni che non era stato segnalato», dice Mat-teo Italo Ratti, amministratore delegato della società e direttore del porto, segna-lando di aver «appreso con dispiacere» la notizia di que-sta situazione che ci vede spettatori».A trovare il corpo di Prece-rutti è stato un amico che gli aveva dato il permesso di utilizzare la barca e an-che di dormirci la notte. L’aveva cercato allo smartpho-ne per avvertirlo che avreb-bero dovuto incontrarsi ma, siccome il quarantacin-quenne non aveva risposto alle chiamate, alla fine si era deciso ad andare a par-largli di persona contando di trovarlo a bordo. L’ha trovato: ma ormai non c’era più niente da fare.

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di Redazione web