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A Bolgheri una vendemmia tardiva con ottime premesse per i grandi rossi
È cominciata la raccolta delle uve bianche, mentre per le rosse bisognerà attendere ancora un po’. Soddisfazione tra gli enologi
CASTAGNETO CARDUCCI. La vendemmia è alle porte e mentre coi bianchi già questa settimana è partita la raccolta, coi rossi si dovrà pazientare ancora un po’. A parte per qualche varietà più precoce, come il Merlot. In generale le maturazioni sono state più lente, con un ritardo di circa 10 giorni rispetto alla media, ma le uve si presentano belle e sane e se il tempo resiste si prevede un’ottima annata, con vini che oltre ai grandi profumi saranno determinati da tanta freschezza.
«Su Bolgheri come su tutta la costa l’andamento ha registrato maturazioni più lente dovute ad un ritardo di tutte le fasi fenologiche di 10-15 giorni – ha spiegato Luca Rettondini enologo che segue, tra l’altro, diverse realtà nel Bolgherese e a Riparbella -. Le escursioni termiche della seconda fase di agosto e la pioggia degli ultimi giorni hanno ritardato ancora più i processi. Le uve bianche, Chardonnay e Sauvignon vanno in cantina già questa settimana, mentre per i Merlot si va a settembre. In generale le belle superfici fogliari andranno a vantaggio della qualità finale, maturazioni più lunghe con uve che manterranno la freschezza. Se il tempo non fa scherzi sarà un’annata di buona quantità e qualità. Incrociamo le dita».
«Ci sono tutte le carte in regola affinché questa possa essere una buona annata – dichiara il produttore ed enologo Giacomo Satta. L’aspetto fitosanitario dell’uva, al momento, sembra eccellente, anche se dovremo fare attenzione ai possibili marciumi settembrini. La stagione è stata segnata da una primavera molto fresca e piovosa, il che ha determinato un ritardo di una settimana di maturazione nelle varietà precoci. L’estate è stata ben soleggiata con due picchi di caldo a fine giugno ed inizio agosto che hanno creato uno stress necessario per la produzione di uva di qualità. Per il Sangiovese si aspetterà circa metà settembre».
«Le premesse sono ottime – spiega il produttore Fabio Motta - rispetto alla 2018 abbiamo avuto 3-4 piogge estive che hanno evitato gli stress idrici. La primavera é stata fresca specie in epoca di germogliamento e fioritura, il ciclo quindi é abbastanza in ritardo. Ho iniziato a cogliere il Sauvignon, circa una settimana in ritardo rispetto all'anno scorso. I dati analitici denotano acidità ancora ben sostenute, immagino un'annata di grande equilibrio tendente alla freschezza, tipo la 2016. Lo stato sanitario è, fino ad oggi, ottimo, l'unica reale preoccupazione resta la tignola (c'è n'era tanta in giro quest'anno) e la grandine».
«Fino a oggi l’annata 2019 è stata caratterizzata da una climatologia da ‘montagne russe’ – spiega Axel Heinz, direttore della tenuta Ornellaia – e, dopo una primavera particolarmente fresca, la partenza vegetativa è stata ritardata di oltre una settimana, ritardo che si è mantenuto fino alla fioritura che è avvenuta nei primi giorni di giugno. Subito dopo è arrivato il caldo con i mesi di giugno e luglio, tra i più caldi e asciutti della storia recente, con piogge sostanziose a fine mese che hanno interrotto il lungo periodo di siccità. È ancora presto per fare ipotesi sul livello qualitativo dell’annata – prosegue – e molto dipenderà dalle condizioni climatiche della seconda metà di agosto e del mese di settembre. Intanto si può confermare che si tratta di un’annata tardiva. Per i rossi aspetteremo l’inizio di settembre, tra la prima e la seconda settimana, ma le premesse sono ottime».
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