Il Tirreno

Il sindaco Lippi cerca casa per Artimbanco: «Troveremo una soluzione»

Matteo Scardigli
Il sindaco Lippi cerca casa per Artimbanco: «Troveremo una soluzione»

Con il De Filippo ancora in ristrutturazione è giallo sulla nuova sede dell’istituto Il sindaco: «Sogno una sola regia che unisca i teatri di Cecina e Rosignano»

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CECINA. «La scuola di teatro Artimbanco è un'eccellenza del territorio, le siamo affezionati e avrà sempre un suo spazio. Nei primissimi giorni di settembre faremo un'apposita seduta della giunta comunale, nella quale troveremo il modo di darle la possibilità di andare avanti in questa fase transitoria», garantisce il sindaco Samuele Lippi, anche se per ora non mette sul tavolo un ventaglio di possibili destinazioni.

Artimbanco dunque avrà una sede dove tenere i corsi, ma non avrà i 22mila euro previsti dalla gara di accreditamento come “scuola comunale di teatro” (che nel 2019 non è stata riproposta), né – per la prima volta in vent'anni – potrà fregiarsi di tale titolo, «a meno che non vinca il prossimo bando, al quale potranno partecipare anche tante altre scuole», precisa Lippi, che di conseguenza aggiunge: «In assenza della gara Artimbanco non può accreditarsi né raccogliere iscrizioni ai propri corsi come “scuola comunale di teatro”».

Del resto le intenzioni del primo cittadino, pronunciate in campagna elettorale e ribadite più volte pubblicamente, erano chiare fin dall'inizio: recuperare e valorizzare il complesso della Cinquantina per farne un polo artistico e culturale di prim'ordine, per entrare nel quale gli attuali inquilini non godranno di alcun diritto di prelazione.

«Questo è il mio secondo mandato, ma all'interno della macchina comunale ci sono stati numerosi avvicendamenti sia di assessori che di dirigenti. Capisco che possa esserci stata l'impressione di una continuità, ma nulla era da dare per scontato», mette le mani avanti il sindaco, che poi annuncia: «La mia idea è quella di allargare lo sguardo, di creare una rete fra tutte le realtà teatrali del territorio di Cecina (compresi quindi Casale, Castagneto, Guardistallo...) e Rosignano. Ne ho parlato anche con il sindaco Daniele Donati, e i presupposti per coinvolgere Armunia in un ruolo di peso ci sono tutti».

Una sola regia a livello di organizzazione delle strutture teatrali, e forse anche per un unico cartellone di eventi.
Nel frattempo il Comune si prepara a prendere in gestione dalla fondazione “Casa Cardinale Maffi” anche il teatro Lux a scomputo di alcuni oneri per la ristrutturazione della Rsa (Residenza sanitaria assistenziale), e procede con la delicata ristrutturazione del De Filippo, che l'assessora alla cultura Lucia Valori si augurava potesse concludersi «all'inizio del 2020».

E proprio il teatro cecinese potrebbe diventare la nuova casa di Artimbanco. «Secondo i nostri conti il tempo c'era», spiega Lippi; ma i ritardi nei lavori hanno sparigliato le carte. «Artimbanco potrà partecipare alla gara di accreditamento per il titolo di “scuola comunale di teatro”, così come a quella per la gestione del De Filippo», conclude il sindaco, sgomberando così il campo da ogni possibile fraintendimento. Il vento è cambiato «e Artimbanco è una contraddizione che sta nelle cose».

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