Il Tirreno

tartarughe marine 

Schiusa nel nido “gemello” Si riaccende la speranza per le uova ai bagni Aurora

Leondina Marulli
Schiusa nel nido “gemello” Si riaccende la speranza per le uova ai bagni Aurora

I dati degli esperti confortano i volontari di guardia in spiaggia Il tempo “scade” il 31 agosto, ma i piccoli potrebbero uscire in qualsiasi momento

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La schiusa delle uova di tartaruga marina deposte nella spiaggia di Rimigliano riaccende le speranze dei tanti volontari che ormai dal 5 agosto sorvegliano 24 ore al giorno il nido nel bagno Aurora a Marina.

Le uova sono state deposte il 25 giugno, esattamente quindici giorni prima di Rimigliano: una concomitanza che lascia supporre che si tratti della stessa tartaruga. Teoria avallata anche dalla squadra dell’Otb (Osservatorio toscano sulla biodiversità).

Per ciò che concerne il nido cecinese, l’Arpat ha inoltrato una nota nei giorni scorsi secondo la quale il tempo di possibile schiusa è piuttosto ampio, stante la scarsa bibliografia in possesso, e va dal 15 al 31 agosto. Una stima che si basa principalmente su studi che prendono in considerazione le temperature medie registrate dai datalogger posizionati sotto la sabbia in corrispondenza della camera di incubazione, incrociate con i picchi.

La temperatura media del nido è di 29,8 gradi, in un periodo compreso tra l’8 luglio e il 7 agosto mentre in due occasioni, nel mese di luglio, si sono registrati dei crolli improvvisi anche di 7 gradi e altrettanti periodi di aumento. Oscillazioni che, dopo il 30 luglio, si sono notevolmente ridotte.

«Se la situazione persiste, aumenta la probabilità – spiega Arpat – che i neonati emergano non durante la notte ma durante il giorno, in quanto è il gradiente termico che induce la fuoriuscita dalla sabbia, che di solito avviene di notte». Stando alla nota dell’Arpat, quanto più il gradiente, e cioè il valore che indica quanto varia la temperatura, si riduce, tanto più è probabile la loro uscita in un momento casuale, anche durante il giorno (la mattina, secondo gli ultimi dati), anziché durante la notte. Oscillazione che, dopo il 20 luglio, è scesa di un quarto rispetto a quella del periodo precedente. Sono oltre 30 le tartarughe che, intorno alle 5 della mattina di ieri, hanno preso la loro strada verso il mare e, mentre si attende per la fuoriuscita di altre piccole tartarughe, sul gruppo WhatsApp “Bagno Aurora pieno di Ova”, grazie al quale i volontari gestiscono i turni e si scambiano commenti, si ipotizza che la schiusa ci sia stata in anticipo rispetto al nido di Cecina perché le uova erano state deposte ad una profondità minore. —

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