Il Tirreno

I rumori la sera? «Colpa delle sagre e dei motorini, non dei locali»

Matteo Scardigli
I rumori la sera? «Colpa delle sagre e dei motorini, non dei locali»

Dopo gli interventi dei vigili urbani, la reazione dei gestori:  «Noi ci impegniamo per dare un servizio senza disturbare»

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Il punto di non ritorno è stato oltrepassato a Ferragosto, con l'intervento della polizia municipale ai bagni Sirena di Rosignano Solvay, quando gli agenti si sono presentati all'ingresso per far cessare una serata di ballo e musica. Le polemiche per i rumori si sono diffuse a macchia d'olio su tutto il territorio comunale, ma i gestori dei vari locali di intrattenimento non ci stanno a passare come i "cattivi" della situazione.

«È giusto che i vigili urbani intervengano, quando ricevono una segnalazione. E ritengo che da parte del Comune sia stato dato seguito alla voglia di rilanciare il turismo», mette nero su bianco proprio Dario Stasi, attuale gestore dei Sirena, che tuttavia aggiunge: «Il differenziale della nostra Viac (Valutazione di impatto acustico, ndr) è inferiore ai limiti di legge. La municipale venne perché noi facciamo "trattenimento musicale", ma in quel momento c'era gente che si era alzata per ballare, il che fa scattare il "pubblico spettacolo" per il quale non abbiamo i permessi; fui io stesso a interrompere la serata. Il problema dei rumori è quello delle marmitte dei motorini, o della gente che si ferma a parlare in strada».

Gli fa eco Cesare Burgalassi, direttore artistico della Barcaccina di Vada: «Ho lavorato per 10 anni all'Astragalo di Castiglioncello (ma anche in Versilia e sull'Adriatico) e non ho avuto mai inconvenienti di questo tipo. Chi fa chiasso sono quelli che si improvvisano intrattenitori, come nel caso di molte feste o sagre; persone che non si preoccupano, specialmente d'estate, che la musica sfoci nell'intrattenimento danzante». «È vero che c'è la crisi – prosegue Burgalassi – ma ci sono anche gli accorgimenti tecnologici per abbattere il rumore: pareti fonoassorbenti, impianti audio con caduta a pioggia...».

E il carattere delle segnalazioni, che convergono quasi ogni giorno al comando di piazza del Mercato (e che talvolta si trasformano in veri e propri esposti), sembrerebbe supportare la tesi dei due: telefonate a partire dalle 20 e chiamate anche durante le prove e gli stessi concerti a castello Pasquini compreso quello di Alvaro Soler. A protestare sono perlopiù i turisti.

«Noi per primi ci impegnamo la sera a sparpagliare i capannelli e a far abbassare il volume a chi parla forte. Lavoriamo il mercoledì sera, vogliamo dare un servizio senza disturbare chi la mattina dopo lavora, e i residenti – che ho sentito personalmente, porta a porta, prima di quella serata – non si sono lamentati», ribadisce Stasi. Idem per Burgalassi: «Accanto alla Barcaccina c'è un hotel, con il quale andiamo d'amore e d'accordo, e ci siamo dotati di personale che tenga sotto controllo la situazione all’esterno. La nostra zona ha tutti i presupposti per rilanciare il turismo, e residenti e turisti dovrebbero sopportare e supportare».

La questione può essere allora ricondotta, più che all'eccesso di decibel (almeno per quel che riguarda i locali), all'intransigenza della normativa. «La legge è "inflessibile", mentre dovrebbe valutare caso per caso. E mettersi "in regola" con la burocrazia è complesso e costoso», sostiene Stasi, e Burgalassi conclude: «La nuova generazione di gestori andrebbe incentivata. La voglia di fare intrattenimento è tanta, ma la formula magica non ce l'ha nessuno». —

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