Il presidio
Il re della Trap prende il castello Achille Lauro provoca dal palco
Lustrini, tatuaggi e tormentoni per il fenomeno del momento Il controverso artista romano si propone in matrimonio alle donne del pubblico
Donne con cappelli da cowboy, teenager con vestiti firmati, ragazzine con i capelli colorati di blu e tanti adolescenti accompagnati da genitori, rimasti poi in disparte per tutto il concerto. È variopinto il popolo della Trap, il nuovo stile musicale che sta spopolando tra i giovani e i meno giovani.
Sabato sera al Castello Pasquini è andato in scena l'atteso concerto di Achille Lauro, uno dei più chiacchierati artisti del momento e a Castiglioncello si sono radunati tutti i suoi fan. Dai 9 ai 60 anni, in tanti hanno risposto all'appello, arrivando al cancello già diverso tempo prima.
E che fosse una serata di festa e divertimento lo si è capito fin da subito. Ad aprire il concerto, infatti, si è presentato un eccentrico dj con cappello da safari e camicia hawaiana che ha fatto ballare tutti per oltre mezz'ora. Poi è arrivato il momento clou, quello più atteso. Cappello da cowboy nero calato fin sopra gli occhi, tatuaggi sul volto, camicia scusa a paillettes e pantaloni di pelle neri attillatissimi, Achille Lauro si è presentato così al pubblico del Castiglioncello Festival.
«Ricordatevi che questo posto senza di noi sarebbe vuoto – ha esordito il cantante – e perciò divertitevi. Questa è una festa, signore e signori e a questa festa esistono solo tre regole. La prima è che i vestiti non servono, la seconda è che non servono neanche i cellulari perciò lasciateli in tasca. La terza, la più importante, è che dovete fare amicizia con chi avete intorno. Guardatevi, parlate e divertitevi insieme. Benvenuti nel 1969».
E poi è partito con le canzoni, sfoderando un po' tutto il suo repertorio, da Mamacita a Zucchero, dal nuovo tormentone 1969 alla hit di Sanremo “Rolls Royce” che ha cantato ben tre volte. Letteralmente in delirio, i fan hanno partecipato all'esibizione cantando, ballando e battendo le mani, ricevendo dal palco in continuazione gli schizzi d'acqua delle bottigliette che l'artista lanciava verso il pubblico in modo provocatorio.
Per un'ora il Castello Pasquini è diventato il regno della Trap, con i bassi delle casse che facevano tremare un po' tutto. «Questa non la faccio» ha poi detto il cantante, accennando qualche strofa di Thoiry, lasciandola poi cantare a suoi fan impazziti di gioia. Per concludere, poi, Achille Lauro si è lasciato andare sulla folla, mettendosi in ginocchio tra il pubblico e chiedendo a tutte le donne presenti di sposarlo. E lì, a contatto diretto con tutti i presenti, ha intonato la sua Rolls Royce in una versione più romantica e meno rock, dimostrando di essere un artista poliedrico. —
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