Il presidio
Smurano le inferriate con il cric dell’auto e rubano a casa del patron del Malandrone
Il furto in pieno giorno, mentre al dancing era in corso una festa. Paura tra gli ospiti che hanno sentito due colpi di fucile
«Sono due colpi di fucile», e scatta il panico. Un ferragosto da dimenticare per gli ospiti di una festa privata in piscina al dancing Malandrone, e ancora di più per il titolare Franco Manganiello.
Sono circa le 15 quando, in mezzo ai festeggiamenti, i bagnanti sentono risuonare un allarme poco lontano. Nei primi momenti molti pensano alla sirena di una macchina, temendo un furto o un atto di vandalismo, e si precipitano fuori a controllare. Ma solo Manganiello sa cosa sta succedendo veramente.
Chi ha parcheggiato più vicino, raggiunto il proprio veicolo si tranquillizza non vedendo vetri rotti. Ben presto però si sentono quelli che un testimone, chiedendo l'anonimato, descrive al Tirreno come «due colpi d'arma da fuoco. Abbiamo pensato a un fucile usato contro dei ladri – prosegue –, forse da parte di un residente che si è trovato i ladri in casa o nel giardino, e per la nostra incolumità siamo tornati dentro il dancing dalle nostre famiglie».
Manganiello invece prosegue verso la propria abitazione, che si trova poco distante. Oltre alla sirena, che proviene proprio dalla villa, ha ricevuto anche un’allerta sul telefonino inviata dal sistema di sicurezza. Al suo arrivo la pesante inferriata in metallo all’ingresso del vialetto è intatta, così come il cancellino di servizio.
Sul posto però ci sono già anche i Carabinieri del Comando di Riparbella, che fortunatamente si trovava in servizio proprio dietro al vicino negozio di moda e sono stati attivati dall’allarme.
Alla pattuglia si avvicinano diverse persone, per segnalare gli “spari” e un uomo in pantaloncini blu e maglietta bianca che si sarebbe dato alla fuga alla vista dei militari, i quali inizialmente tentano l’inseguimento (ma le testimonianze sono discordanti riguardo alla direzione presa dall’uomo).
«Un altro ospite della festa, credo fosse un cacciatore, non ha riconosciuto i colpi di fucile, spiegando che – dal rumore – potevano essere stati esplosi da una pistola», continua il testimone, raccontando la tensione che attraversava l’aria attorno alla piscina.
I carabinieri optano allora per il sopralluogo nella casa di Manganiello. E dopo una breve perlustrazione degli esterni trovano l’inferriata di una finestra divelta, forse con il cric di un’auto o con un grosso piede di porco, e il vetro sfondato. Un lavoro che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe richiesto un lungo tempo.
All’interno le due camere da letto sono state messe a soqquadro, ma non c’è traccia di intrusi, e i militari procedono con i rilevamenti. È chiaro che i malviventi, quasi certamente spaventati dalla sirena innescata dai sensori che hanno rilevato l’effrazione, hanno affrettato le cose e si sono dati alla fuga, forse allertati dal “palo” in pantaloncini.
Il che fa supporre ai carabinieri che si tratti di un “colpo” improvvisato, ma comunque ad opera di persone che avevano già effettuato una ricognizione dell’area.
Manganiello al Tirreno parla di «un piccolo atto vandalico», minimizzando – comprensibilmente – quello che è ormai il terzo atto criminale alla villa di famiglia. Nella denuncia, sporta al Comando nella mattina di ieri, segnala anche un piccolo ammanco di denaro, soldi arraffati dai ladri prima di darsi alla macchia.
Anche gli “spari”, nel frattempo, trovano una possibile spiegazione. I piccoli boati uditi dalle persone che si trovavano alla festa, dalla quale proveniva musica ad alto volume, sarebbero stati prodotti dai cannoncini anti-cinghiale disposti lungo le colline, che si sarebbero attivati – per una coincidenza – proprio nel momento meno opportuno.
Le indagini, affidate ai carabinieri del Comando di Riparbella, proseguono. Per l’effrazione e il furto si cercano almeno due uomini, che dietro di sé non hanno lasciato gli arnesi da scasso utilizzati per entrare in casa di Manganiello. Anche se, contando il presunto basista, non si esclude che potrebbero essere di più. —
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