Italia
Le uova vicine alla schiusa «Fermate i fuochi d’artificio»
Se ne parla da giorni, ma solo ieri la richiesta ufficiale di Tartamare al sindaco «Luci e suoni potrebbero disturbare la corsa al mare dei nascituri»
Vento e mare mosso ha fatto temere il peggio per il nido di tartaruga marina Caretta caretta al bagno Aurora nella notte di martedì 13, quando il mare ha iniziato ad avanzare. I volontari del gruppo “Bagno Aurora pieno di ova”, che sorvegliano a turno il nido 24 ore su 24, hanno messo in atto tutte le indicazioni fornite dai responsabili dell’Otb (Osservatorio toscano sulla biodiversità) e dalla capitaneria di porto, che seguono l’evolversi della situazione in attesa della schiusa delle uova.
Le onde del mare, già nel tardo pomeriggio di martedì, avevano iniziato a lambire il punto più estremo del corridoio realizzato per favorire la discesa in mare delle tartarughe, e il timore era che la mareggiata avanzasse fino a raggiungere il nido.
I volontari hanno, perciò, realizzato una buca profonda circa 50 centimetri alla stessa altezza del nido, e posizionato all’interno un metro per registrare l’avanzamento dell’acqua durante la notte. Le indicazioni erano quelle di monitorare l’avanzamento dell’acqua in superficie ed, eventualmente, all’interno della buca realizzata.
Il rischio principale è costituito dalla diminuzione della temperatura all’interno del nido, temperatura che viene costantemente rilevata dall’Arpat grazie a dei datalogger, cioè registratori di dati posizionati sotto la sabbia. Per tentare di arginare la mareggiata i volontari hanno, inoltre, posizionato dei sacchi di sabbia, monitorando per tutta la notte la situazione meteorologica. Una notte di apprensione, dunque, fino a quando il vento intorno alle 4 di notte è calato ed è stato chiaro a tutti che il peggio era passato.
Ma il team scientifico di tartAmare vuol fare di più, e si rivolge al sindaco Samuele Lippi per bloccare i fuochi d’artificio previsti per Ferragosto, che fra luci e suoni potrebbero disturbare la corsa dei nascituri verso il mare. «È la prima volta che si tenta una previsione del genere per nidi deposti sulle spiagge toscane», scrivono, considerando che «per un’amministrazione possa essere difficile disdire un evento calendarizzato da tempo nell’ottica di una schiusa che non è certa». —
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