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Piano da 9,2 milioni per l’acquedotto Steccaia “protetta” e serbatoio al Paratino
Asa pronta a investire anche coi 4,6 milioni arrivati da Solvay. L’azienda sfrutterà di più l’impianto di Aretusa
Cominciamo con una buona notizia. Una parte dei soldi, adesso, c’è. E’ quella versata nei giorni scorsi, con bonifico direttamente inviato all’Ait, dalla società Solvay. 4,6 milioni che fanno parte del pacchetto compensazioni per il rinnovo delle concessioni minerarie in Val di Cecina (dove la fabbrica estrae salgemma) e che serviranno per approntare, subito, un intervento forte per migliorare l’approvvigionamento idrico anche a Cecina e nei comuni limitrofi.
Ce n’è voluto, per la verità, per arrivare a questo risultato. Dal tramonto del progetto Idro-S, avviato nel 2004, alle annose vicende dell’invaso di Puretta, fino alla “guerra dell’acqua” fra Solvay e Regione Toscana, con la multinazionale che presentò ricorso contro la delibera 40/2017 con cui da Firenze s’imponeva la salvaguardia della falda della Steccaia, ad uso idropotabile, impedendo a Solvay nuovi emungimenti lungo i gorili. Tensione, scontri, impegni assunti e progetti rimasti nel cassetto.
Il clima, oggi, sembra tornato sereno e l’attesa liquidazione dei 4,6 milioni da parte dell’azienda chimica, contribuisce a questa distensione. Tanto che in questi giorni Asa Spa, ente gestore della risorsa idrica, è al lavoro per dare concretezza ad un progetto di cui si parla da 2 anni. L’obiettivo è quello di ammodernare l’intero acquedotto, rinnovare le fonti, migliorare la qualità dell’acqua e creare un “anello unico” tra Alta e Bassa Val di Cecina. Si prevede un investimento di 9,2 milioni ed un cronoprogramma di 5 anni. Di questi 9,2 milioni, in cassa, sono arrivato i 4,6 di Solvay. Asa ce ne metterà un’altra parte. Per Cecina, in particolare, il progetto - ci conferma il sindaco Samuele Lippi - prevede l’efficientamento dei prelievi dall’acquifero della Steccaia – che fornisce quasi 3 milioni di mc l’anno - e la realizzazione (in zona Paratino) di un serbatoio in vetro e acciaio da 2.000 metri cubi che consentirebbe una migliore miscelazione dell’acqua.
Anche perché Cecina e Montescudaio devono fronteggiare il gap nell’approvvigionamento legato alla chiusura dei pozzi inquinati da trielina a Poggio Gagliardo, dopo che altri pozzi erano stati chiusi per la vicenda del cromo esavalente. E Cecina deve garantire la massima salute al fiume, essendosi impegnata con la firma del contratto del fiume Cecian a salvaguardarne il tratto del fiume che va dalla Steccaia alla foce e che attraversa i comuni di Montescudaio, Riparbella e Cecina, e che ai sensi della direttiva 2000/60/CE è classificato come corpo idrico “fortemente modificato” con stato ecologico sufficiente e chimico buono. Obiettivo ambientale, raggiungere entro il 2021 il livello buono per lo stato ecologico e mantenere quello chimico.
Più in generale l’intesa raggiunta fra l’Asa del presidente Nicola Ceravolo, lo stabilimento Solvay di Rosignano guidato dall’ingegner Pier Luigi Deli e gli enti pubblici consentirà, almeno nelle intenzioni, di utilizzare al meglio l’acqua dei pozzi lungo il Cecina, coprire il fabbisogno dell’alta Val di Cecina nei periodi di “magra” , garantire a Solvay – che vede limitati i prelievi sul Cecina – un migliore approvvigionamento di acqua dolce dagli impianti di Aretusa (oggi si utilizzerebbero soltanto 2,6 milioni di mc annui dal superdepuratore). Altro punto essenziale dell’”intesa” è quella dell’interconnessione tra gli acquedotti della Bassa e dell’alta Val di Cecina proprio a scongiurare periodi di crisi idrica. Cosa succederà adesso.
E’ volontà di Asa intraprendere un percorso concertato con gli enti pubblici per realizzare gli interventi previsti nel piano da 9,2 milioni di euro. Sono previsti incontri per definire un piano congiunto di utilizzo della risorsa idrica che tenga di conto dei fabbisogni, dei costi e delle situazioni contingenti (una di queste è proprio il revamping dell’impianto Aretusa). Si tratta di un progetto che l’azienda di via del Gazometro intende presentare nei prossimi giorni dopo aver definito gli incontri con i sindaci dei comuni interessati. —
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