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50 volontari, otto serate 500 coperti a sera Il piccolo “esercito” della sagra del cinghiale
La festa del Gabbro giunta alla sua ventiduesima edizione Pozzi: «Accordo coi cacciatori, manteniamo viva la tradizione»
IL RACCONTO
Giunta all’edizione numero 22, la Sagra del cinghiale al Gabbro è ormai un’istituzione. Accoglie un paese intero a due passi dalla chiesa, alimenta il senso di comunità e offre a generazioni diverse l’occasione per avvicinarsi al mondo del volontariato. Nata nel 1998 grazie alla Squadra del cinghiale della valle del Chioma, nel 2011 ha registrato l’ingresso tra i promotori dell’Asd La Cantera calcio, iscritta al campionato di terza categoria. Le due associazioni si sono strette la mano per percorrere un tratto di strada insieme e creare un punto di riferimento e divertimento.
Oltre a raccogliere soldi per sostenere le proprie attività e, soprattutto, aiutare la Confraternita di Misericordia e la parrocchia.
«Siamo soddisfatti – dice Daniele Pozzi, presidente della Cantera – perché in virtù dell’accordo raggiunto con i cacciatori manteniamo viva la tradizione offrendo i piatti della cucina tipica toscana a chi siede ai nostri tavoli. Siamo tutti volontari e impegniamo più di 50 persone per realizzare le otto serate. Lavoriamo con impegno: una parte della somma incassata serve a coprire le spese della sezione calcio. Basta vedere come si svolge la sagra per capire che prepariamo fino a 500 coperti a sera con la cacciagione regina delle cucine».
La fila davanti alla cassa conferma che l’appuntamento richiama gente del luogo e turisti che qui trascorrono le ferie.
«Sono passati 22 anni dalla prima edizione – proseguono a una voce il presidente della Squadra del cinghiale Davide Di Lella e il consigliere Federico Restieri – e ogni anno ci ripresentiamo con il nostro variegato menù. L’incasso ci permette di coprire le nostre spese relative ai veterinari e ai cani e, allo stesso tempo, di aiutare la Misericordia e la chiesa. Siamo contenti, anche perché abbiamo coinvolto tanti bambini di entrambe le associazioni, che hanno così l’occasione per conoscere da vicino la realtà del volontariato. I numeri ci sostengono e le aspettative sono state superate».
Basta vedere il numero delle persone sedute ai tavoli. L’appuntamento si chiude stasera, domenica 11 agosto, con gli Eden Music sul palco. Nei giorni precedenti, altri divertimenti per rallegrare grandi e piccoli. La formula funziona perché i promotori credono e praticano il gioco di squadra, con mansioni precise e grande lavoro in cucina, dove vengono preparati i piatti e i sughi.
Senza dimenticare la polenta fritta, altra specialità della festa.
I tavoli, apparecchiati in modo semplice, accolgono i clienti che, riempito il modulo delle prenotazioni, pagano e si siedono in attesa di gustare le pietanze. I vassoi scorrono uno dietro l’altro, portati dai bravi ragazzi che per tutto l’anno frequentano i due sodalizi.
Michele Falorni
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