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ai bagni aurora 

Nido delle tartarughe, pronto il corridoio a mare per aiutare i nascituri

L.M.
Nido delle tartarughe, pronto il corridoio a mare per aiutare i nascituri

Volontari e bagnanti in fermento per la schiusa ormai prossima Le associazioni fanno i turni per la sorveglianza continua «Le uova stanno bene»

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cecina. Sale l’attesa per la schiusa delle uova di tartaruga marina “Caretta caretta”, che ha scelto la spiaggia del bagno Aurora per deporre le sue uova, in fase di sviluppo da ormai 45 giorni.

Tanti i curiosi che ieri pomeriggio hanno accerchiato il nido per assistere al posizionamento del corridoio di accesso al mare da parte dei responsabili dell’osservatorio toscano sulla biodiversità, composto da Arpat, Istituto zooprofilattico sperimentale Lazio e Toscana, e università di Siena. Un corridoio necessario a fornire una via di accesso verso il mare nel momento in cui sarà iniziata la risalita delle tartarughe ed evitare che il passaggio di curiosi e le luci artificiali ne influenzino la passeggiata fin verso il mare.

La bibliografia scientifica a disposizione non consente di datare, neanche in maniera approssimativa, la nascita. «Sappiamo solo che la schiusa può avvenire tra il 42esimo e il 90esimo giorno dalla deposizione – spiega la docente di ecologia all’università di Siena, Letizia Marsili – e quindi ora ogni momento può essere quello giusto. Inoltre, ogni spiaggia ha la sua storia, differente per granulometria e temperatura. Tra l’altro, qui c’è stata una piccola inondazione e non siamo in grado di sapere se ha rallentato lo sviluppo».

Aperto, dunque, il nido verso il mare, lasciando comunque un passaggio sulla battigia. È stata posizionata anche recinzione laterale che, una volta avvistato il cratere, sarà prolungata per arrivare in acqua, nonché un corridoio al cui interno si muoveranno esclusivamente gli addetti ai lavori. Un monitoraggio che da tre giorni va avanti 24 ore su 24, grazie ai tanti volontari delle associazioni e ai cittadini, riuniti nel gruppo WhatsApp “Bagno Aurora pieni di ova” che si alternano con turni continui. «Io sono già al quarto turno – sottolinea Tiziana Falorni – e finora va tutto bene. La cosa bella da vedere ora sono i bambini che arrivano la mattina per vedere se è successo qualcosa, o la signora anziana che non vuole andare via per non perdersi la nascita. L’attesa sta creando queste emozioni, questa suspense. Un viavai di persone che si ripete anche di notte, persone che si fermano incuriosite e fanno domande».

Tutti in attesa di veder spuntare il cratere, segno di implosione sotterranea conseguente all’apertura di qualche guscio e segno che, al massimo entro 24 ore, inizieranno a spuntare le prime tartarughe. Al momento la temperatura nel nido viene costantemente monitorata grazie a dei datalogger posizionati sotto la sabbia: temperatura «che al momento è sui 30 gradi e sta continuando ad aumentare, – spiega Cecilia Mancusi, responsabile Arpat – ideale per un corretto sviluppo delle uova». —

L.M.

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