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Falò in spiaggia e rischio incendi «Servono più controlli coordinati»
I volontari della pubblica assistenza hanno già effettuato 20 interventi dall’inizio della stagione
Sono già 20 gli interventi dei volontari della pubblica assistenza, impegnati nell’antincendio boschivo, dall’inizio dell’estate nel Tombolo di Marina di Cecina a seguito di accensione di fuochi. Falò in spiaggia assolutamente vietati, considerata inoltre la vicinanza con la zona pinetata, segnalati anche martedì sera.
«Quando siamo intervenuti abbiamo spento il fuoco ma nelle vicinanze non c’era nessuno. Noi – spiega il volontario, Valerio Calderini – ad ogni modo non siamo autorizzati a svolgere funzioni di polizia». Quello dei falò in spiaggia è un fenomeno che si ripresenta puntualmente ad ogni estate e «l’indicazione principale è quella di prevenire determinati comportamenti – spiega il responsabile antincendio boschivo della Regione Toscana,Massimo Tognotti – con un’azione coordinata delle forze dell’ordine».
I cittadini sono invitati a contattare la sala operativa unificata della protezione civile della Regione Toscana al numero 800 425425 oppure il centralino dei vigili del fuoco al numero 115. «Le due sale sono in comunicazione tra loro e si attiveranno per inoltrare la segnalazione – continua Tognotti – alle forze dell’ordine disponibili sul territorio in quel momento». Nel caso specifico di lunedì sera la polizia municipale non era impegnata nel turno, che è attivo per due sole sere a settimana nel periodo estivo, e le altre forze dell’ordine erano impegnate sul territorio. La segnalazione è stata raccolta, perciò, dai volontari della Pubblica assistenza.
«La segnalazione è arrivata dalla centrale operativa della protezione civile alle 9,30 e già alle 9,45 eravamo sul posto a spegnere il fuoco. Probabilmente chi l’aveva acceso, visti i fanali dell’auto, è andato via. Bisogna informare bene i cittadini e i turisti – sottolinea Calderini – che si tratta di comportamenti particolarmente pericolosi e passibili di sanzione». Una multa che si aggira attorno ai mille euro, considerato che si tratta di una zona ricadente all’interno della pineta.
«La prima cosa da fare per evitare incidenti spiacevoli è la prevenzione e il mio consiglio – sottolinea Tognotti – è rivolto alle forze dell’ordine, alla municipale e alla pubblica assistenza del territorio affinché si riuniscano in un tavolo di coordinamento con l’obiettivo di razionalizzare le risorse a disposizione ed effettuare, a rotazione, dei turni di controllo giornaliero, con un vero e proprio calendario, all’interno della pineta, proprio per prevenire determinate situazioni. Capita, inoltre, che ad accendere fuochi e falò siano turisti che non conoscono la lingua o persone da fuori regione che non sono a conoscenza delle regole presenti sul territorio. Perciò anche la comunicazione ha la sua importanza». —
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