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63 anni dopo Marcinelle commemorazione in Comune

63 anni dopo Marcinelle commemorazione in Comune

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cecina. Ieri si è celebrata la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita in memoria della tragedia di Marcinelle per ricordare tutti i connazionali caduti sul lavoro in patria e all'estero.

Per l'occasione l'amministrazione comunale di Cecina ha invitato sindacati, associazioni di categoria, consiglieri comunali ed assessori a un momento di commemorazione e riflessione. Presenti all'incontro l'assessora Lucia Valori, i rappresentanti delle sigle sindacali e di Anpi, i capigruppo di Pd, Propositivi, 16 Giovani idee e Lega.

«È doveroso – spiega Valori – non dimenticare questa tragedia nazionale. E merita ricordare che una settimana dopo la tragedia il consiglio comunale di Cecina con l'allora sindaco Vittorio Massei dedicò le prime parole della seduta ad un momento di cordoglio per i familiari delle vittime ricordando che troppo spesso il sudore dei lavoratori italiani all'estero si mescola al loro sangue. Il consiglio decise all'unanimità di devolvere 30mila lire come contributo comunale, l’equivalente di uno stipendio da manovale».

E dopo un breve excursus storico l'assessora aggiunge: «Queste sono le terribili condizioni di lavoro a cui erano costretti i nostri connazionali emigrati. Eppure la storia sembra essere trascorsa invano e gli incidenti sul lavoro, le morti, continuano».

I sindacati poi hanno a loro volta sottolineato quanto ricordare queste tragedie sia importante oggi più che mai di fronte ad una inversione di tendenza che vede in aumento gli incidenti sul lavoro e le morti bianche, una media di tre al giorno in Italia. Tragedie per cui raramente si individuano e si condannano i responsabili.

«In questi anni in materia di sicurezza del lavoro – sottolineano – abbiamo prodotto molta carta ma pochi fatti. C'è una legge sul caporalato a cui mancano le norme attuative, le risorse per la prevenzione ed i controlli sul posto di lavoro sono state, anche ultimamente, ridotte. Allora, ai tempi della tragedia di Marcinelle, la perdita delle vite umane era messa nel conto della produttività. Non possiamo neanche lontanamente permettere che questo accada anche oggi. Eppure il rischio c'è soprattutto laddove cresce il bisogno di lavoro, si abbassa il costo della manodopera e la sicurezza si abbassa in proporzione», sottolineano le sigle sindacali riunite in Comune. —

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