Il presidio
«Lascio Cecina per l’età e la salute ma decidere è stato un grande dolore»
Sibylle Geiger, 89 anni, spiega dalla Svizzera perché è stata costretta a chiudere la Fondazione intitolata a suo nonno
«Lo scriva, mi raccomando, noi siamo stati costretti a lasciare per l’età e la salute». A parlare è Sibylle Geiger, 89 anni, che Il Tirreno ha raggiunto al telefono in Svizzera. Nonostante siano filtrate dal cellulare, le parole della signora svizzera rivelano dolore e rammarico per la decisione che è stata costretta a prendere, quella della chiusura della Fondazione, una sua creatura portata avanti con suo marito, Rocco Piermattei. La Fondazione intitolata a Hermann Geiger, nonno di Sibylle, era attiva a Cecina da dieci anni con l’organizzazione di mostre ed eventi culturali di grande rilievo. E per la città è stato un grosso dispiacere sapere che a fine anno i locali di piazza Guerrazzi chiuderanno definitivamente. « Siamo stati costretti a prendere questa decisione due anni fa - spiega la donna, costumista e sceneggiatrice oltre che erede del nonno, imprenditore nel settore farmaceutico - purtroppo io non posso più stare periodi lunghi in Toscana, al massimo posso trattenermi un paio di settimane. Devo stare in Svizzera per curarmi e quindi non posso rimanere periodi sufficienti a organizzare le mostre a Cecina».
Sibylle Geiger ha incontrato Cecina (e Casale dove ha una residenza in campagna) 19 anni fa. «Con questa città abbiamo avuto sempre un bellissimo rapporto - spiega l’artista - e poi in seguito abbiamo iniziato questa attività. È stata vita per noi (riferendosi anche a suo marito ndr), in tutto abbiamo organizzato 43 mostre».
E ricorda in particolare quelle a cui è più affezionata: una tre anni fa, una nel 2013, «quelle che desideravo realizzare e che mi sono state anche offerte». Ma la lista delle occasioni culturali e la presenza di artisti importanti che i coniugi hanno regalato a Cecina (le mostre infatti sono sempre state a ingresso libero ndr) è veramente corposa : da quella attualmente in corso su “Nudo! Tesori del museo dell’antichità di Basilea”, a “Velieri, grandi storie di mare” , alle litografie di Alberto Giacometti, a “Ernst Ludwig Kirchner a Davos”, a “Paul Wiedmer. Ferro. Forme. Energia”, alle macchine di Leonardo da Vinci solo per citarne alcune.
Lo slancio e l’entusiasmo, nello spirito del dono e della condivisione, è durato fino a che le forze di Sibylle e Rocco sono state sufficienti a pensare, preparare, organizzare questi eventi che ogni volta richiedevano un enorme energia. Poi, sempre come racconta l’artista svizzera, due anni fa la decisione di lasciare . «Abbiamo spiegato ai nostri ragazzi (le persone che lavorano per la Fondazione ndr) - va avanti la signora di Basilea - la condizione in cui ci trovavamo. E a lungo ci siamo impegnati per cercare qualcuno che raccogliesse il nostro lavoro».
«Purtroppo - va avanti ancora - non abbiamo trovato nessuno per continuare il nostro lavoro qui a Cecina e quindi ci siam o dovuti arrendere con grande dispiacere».
Nel dolore di dover chiudere la Fondazione, lunedì ha avuto il sollievo di sapere che è stato chiuso l’accordo con i dipendenti, in tutto otto. «Sappiamo che sarà difficile per loro - va avanti - da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile, vogliamo bene a tutti, e comunque noi siamo qui ancora fino alla fine dell’anno». Sibylle e suo marito, infatti, torneranno a Cecina il 23 agosto.
Ci sarà tempo, dunque, per organizzare un saluto alla città e preparare un evento per chiudere l’attività della Fondazione. «Ancora non abbiamo pensato esattamente a cosa - spiega ancora - ma qualcosa faremo sicuramente».
Nel frattempo, nonostante l’età e le cure a cui si deve sottoporre, Sibylle Geiger non ha perso lo spirito di portare e mettere a disposizione di tutti arte e cultura . E a Basilea farà una mostra dei suoi bozzetti di teatro dopo una vita che ha dedicata al teatro, al cinema, alla pittura. Sibylle infatti, fin da giovanissima ha lavorato per importanti produzioni teatrali e cinematografiche con grandi attori e registi tra i quali Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Alfonso Brescia, Giuliano Gemma, Peter Lee Lawrence, Amerigo Anton, Lucio Fulci, Joaquin Luis Marchent. I coniugi hanno anche aperto una Fondazione nella loro città, Basilea, «per il futuro, per quando non ci saremo più», con lo scopo di preservare, nel loro possibile, le impronte dell’arte nelle esistenze umane. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
