Il presidio
La Cgil: «Presto un incontro con la dirigenza elvetica»
CECINA. «Presto incontrerò la dirigenza della Fondazione, ci sono ancora aspetti da chiarire e lavoro da portare avanti». Questo il commento del segretario provinciale delle funzioni locali della Cgil Mauro Scalabrini al termine di una lunga riunione che si è svolta ieri con gli otto dipendenti della Fondazione che, con la chiusura della stessa a fine anno, si ritroveranno senza lavoro. I dipendenti sono, come hanno commentato loro stessi, «frastornati» perché hanno avuto la notizia della cessazione dell’attività in queste ore anche se in città si parlava già da tempo di un abbandono da parte della famiglia Geiger.
I lavoratori sono otto (escluso le collaborazioni e l’indotto in zona legato alle attività della Fondazione) e hanno «caratteristiche particolari perché siamo di fronte a un datore di lavoro che è una fondazione privata, tra i pochi che applicano il contratto Federculture in questo settore», spiega tra l’altro Scalabrini. Quindi il rapporto è stato finora ottimo tra lavoratori e Fondazione, l’applicazione del contratto è stata corretta.
In caso di chiusura, gli addetti, che lavorano da anni per la Fondazione, avrebbe diritto alla Naspi per un periodo di circa 24 mesi. «Ci stiamo muovendo per tutelare al meglio queste figure - riprende Scalabrini - a settembre la Fondazione spiegherà nel dettaglio i motivi della chiusura e noi come Cgil incontreremo i dirigenti. Guardiamo quello che sarà possibile fare da qui alla fine dell’anno».
«C’è un grande rammarico - conclude il sindacalista - rispetto a questa perdita non solo per Cecina ma per tutta la provincia di Livorno».
Forse a livello di istituzioni pubbliche ci potrebbero essere interventi esterni per non disperdere questo patrimonio culturale che in dieci anni è stato accumulato in questo territorio? Questo sarà da capire e vedere nei prossimi mesi. Certo è che il tempo è limitato rispetto alla scadenza che si prefigura per la permanenza a Cecina. —
Lucia Aterini
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