Italia
Incontri speciali: dopo razze, trigoni e barracuda, il “volo” della lepre di mare
Un sub riprende al Quercetano il curioso mollusco, davanti alla nostra costa si moltiplicano gli avvistamenti
STORIE DI SPIAGGIA
Sì, sono storie di spiaggia. Delle nostre spiagge. O forse, più esattamente, del nostro mare. Storie di incontri speciali diventati “accessibili” a tutti (o quasi), non solo ai professionisti delle immersioni abituati ad imbattersi con specie marine non così comuni.
L’ultimo caso, ma non in ordine cronologico, è quello di una “lepre di mare” immortalata dalla camera di un pescatore subacqueo rosignanese nelle acque davanti alla baia del Quercetano, non distante dalla spiaggia. Fabrizio Albanesi, autore del video, ha ripreso questo particolare mollusco nella sua “fuga” spettacolare e suggestiva attraverso la vegetazione marina davanti a Castiglioncello. Si tratta di un mollusco (Aplysia Deplians) che proviene dalle zone ricche di vegetazione acquatica del mar Mediterraneo e dell'est dell'oceano Atlantico ed ha un curioso modo di nuotare. Livorno erano conosciute come “bodde di mare” e c’era la credenza che la loro secrezione fosse tossica. Errore. Questi bellissimi ed eleganti animali sono dei molluschi che “brucano” le alghe sotto costa e sono facilmente osservabili anche semplicemente con la maschera.
Il video di Albanesi è stato girato alcune settimana fa, ma gli incontri ravvicinati non si fermano alla lepre di mare. Lunedì, infatti, davanti ai bagni Salvadori è stata notata la presenza di un trigone (Dasyatis pastinaca), Conosciuta comunemente come pastinaca, è una razza appartenente alla famiglia Dasyatidæ. P uò raggiungere i 2,5 metri di lunghezza e un metro e mezzo di larghezza.
Il muso è piuttosto pronunciato e i piccoli occhi sono seguiti da due evidenti spiracoli. Possiede dalle 28 alle 38 file di minuscoli denti nella mascella superiore e 28-40 file nella mascella inferiore. La coda è dotata di un aculeo seghettato e velenifero in grado di infliggere ferite anche molto pericolose. L’esemplare di pastinaca avvistato a Caletta è arrivato fin quasi a riva, per poi riprendere il largo.
Sono sempre più frequenti, invece, gli avvistamenti di barracuda. Il barracuda, del resto, è un pesce che sta sempre più colonizzando i nostri mari: per effetto del riscaldamento globale, infatti, molte specie ittiche presenti naturalmente solo a climi molto più caldi rispetto al nostro hanno lentamente globalizzato anche mari, come il Mediterraneo o il Tirreno. Il 15 luglio scorso, nel “gozzo” (l’area delimitata dalla dgiga dello stabilimento) dei Canottieri Solvay, Corrado Marchi ne ha pescato uno col rezzaglio, recuperandolo con le mani. Il pesce - unesemplare di quasi 7 chilogrammi - si trovava quasi a riva a caccia di piccoli muggini. Finito nel rezzaglio di Marchi, lo ha strappato ma è stato recuperato dal pescatore dopo una bella “lotta” di alcuni minuti. —
A.R.
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