Il Tirreno

Marciapiedi rossi, il colore divide

Matteo Scardigli
Marciapiedi rossi, il colore divide

Il rosso a Portovecchio susvita reazioni, ma il comune va avanti

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CASTIGLIONCELLO. «Se non fosse stato rosso sarebbe stato color asfalto, nero, e sarebbe piaciuto ancora meno». Sul marciapiede di Portovecchio, dopo residenti e turisti, intervengono gli esponenti politici (anche in senso lato) del territorio; cominciando proprio dall'assessore ai lavori pubblici Giovanni Bracci (nella foto in alto), che a poche settimane dall'insediamento si è trovato a camminare sui carboni ardenti lasciati dalla giunta Franchi: «Il colore è stato approvato dalla Soprintendenza, e riprende la sfumatura originaria del tratto di camminamento a monte (come evidenziato da Il Tirreno, ndr) che si è stinta con gli anni.

Gli operai della ditta poi sono intervenuti subito per sistemare gli sbaffi di colore, quindi non mi sembra che ci sia molto di più da dire». Qualcosa da dire ce l'ha invece Graziano Luppichini (segretario del Psi, in primo piano nella foto in basso), «da nativo calettano, prima ancora che rappresentante di una parte politica», il quale dalla tribuna di Facebook sostiene che «il lavoro è un ottimo intervento, a lungo atteso e finalmente realizzato», e dopo un rimprovero ai villeggianti rivolge una lettera aperta ai residenti: «Credo che la polemica che monta sull'argomento sia l'ennesimo sfogo che ormai da troppo tempo è diventato unico patrimonio dei cittadini di Rosignano contro l'amministrazione pubblica: qualsivoglia genere di intervento sia realizzato sul territorio, talvolta condiviso dagli stessi che immediatamente dopo lo contestano, oltre alle classiche critiche durante le fasi realizzative, trova poi il dissenso più completo che scatta ad orologeria».


Ma la polemica ormai è il nuovo tormentone dell’estate, anche se uno come il presidente storico dell’Uisp Mario Nocchi cerca di gettare acqua sul fuoco: «Provate ad immaginare la nullità di alcuni: Castiglioncello oasi di bellissimo mare, panorama costiero incantevole, passeggiate inimitabili, luogo di cultura letteraria e gastronomica, spettacoli di buon livello, via Fucini un gioiellino, sole, vento, verde... e alcuni pensano al colore sbagliato dei marciapiedi... ma via vai via vai! Ci sono cose più interessanti a cui pensare».
Eppure dal colore dell’asfalto a quello della politica il passo è breve, sul social media blu. Nocchi auspica un «ritorno al rosso vivo», e c’è chi lancia lo sfottò: «Lo avessero dipinto di giallo-verde sarebbe andato bene».
Ma a mettere definitivamente una pietra sulla vicenda è ancora lo stesso Bracci: «Su tutto il territorio del Comune di Rosignano, in particolare nella zona di Solvay, la vecchia giunta aveva messo in cantiere diverse iniziative sostenute dalla finanza di progetto, alle quali noi vogliamo dare continuità e integrazione: il Music Box, che riqualifica la struttura attigua al centro culturale "Le creste", l'Innova- Lab dei Saperi, la Social Agorà in piazza della Repubblica (che riprenderà il collegamento con il viale alberato), il progetto del "Parco della pace" con distruzione e successiva ricostruzione a norma del fabbricato, e infine tutta la ristrutturazione del centro sportivo». Il Comune dunque non si arrocca, ma si prepara a uscire sul campo con nuovi interventi destinati a modificare l’assetto del territorio. —

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