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alle Gorette 

La protesta dei bagnanti storici: «Spiaggia libera abbandonata»

Leondina Marulli
La spiaggia cecinese
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La spiaggia cecinese

Cecina: fra l’Ippocampo e l’ex Villaggio dei francesi la mareggiata ha portato alghe e pietre. «Il Comune pulisce solo il tratto dove è stato fatto lo spostamento della sabbia»

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CECINA. Spiaggia sporca e poco curata, invasa da pietre e alghe portate dalla mareggiata degli ultimi giorni. La protesta viene da un gruppo di frequentatori del tratto di spiaggia libera compreso tra lo stabilimento balneare Ippocampo e l’ex villaggio dei francesi, in località Le Gorette. «Non vogliamo fare esclusivamente polemica sterile ma sollevare un problema che va risolto», commenta Alessandro Gonnelli, 74enne cecinese abituato a vivere quel tratto di spiaggia da 50 anni.

Una protesta che ha iniziato a prendere forma «nel momento in cui è stato fatto lo spostamento della sabbia dalla spiaggia verso la pineta, creando in questo modo un dosso, un enorme scalino sopraelevato che è l’unico tratto di spiaggia che viene pulito e spianato dall'operaio del Comune». Il resto della spiaggia, il tratto più vicino alla battigia dove i bagnanti sono soliti stendere il loro telo, è invaso da alghe e da pietre. «È, invece, in quel tratto – suggerisce Gonnelli – che andrebbe spianato e pulito per bene. L’amministrazione comunale deve avere un occhio di riguardo per questo tratto di spiaggia perché, ad esempio, le persone con i passeggini o i portatori di handicap fanno un enorme difficoltà a raggiungere la spiaggia con quello scalino che si è creato».

Gli fa eco Albino Cavallini, 73enne cecinese e storico frequentatore della spiaggia libera, un tratto «invaso dalle alghe e dalle pietre. Vengono abbastanza spesso a pulire quel dosso e a spianarlo – sottolinea Cavallini – però va pulito anche questo tratto che è quello davvero utilizzato». Un coro unanime al quale «c’è poco da aggiungere, a parte il fatto che andrebbe tenuta meglio se si vuole puntare sul turismo e portare le persone a visitare le nostre spiagge», commenta Giancarlo Formichi mentre Daniela Iacopetti ricorda come «qui una volta c’era anche un bagno pubblico, con una doccia e una signora che teneva pulito e che pagavamo noi della spiaggia libera. Negli anni abbiamo assistito al declino di questo posto e di questa spiaggia». . «È vero che si tratta di una spiaggia libera – ammette, infine, Doriano Bigazzi – però c’è il bagno affianco e ogni tanto andiamo a prendere un caffè. È anche per questo motivo che si potrebbe tenere molto meglio e ripulire dalle alghe e dalle pietre».
 

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