Il Tirreno

dopo l’articolo del Tirreno 

A Portovecchio ritornano gli operai sul marciapiede della discordia

Matteo Scardigli
A Portovecchio ritornano gli operai sul marciapiede della discordia

Riparati i danni a muri di cinta e cancelli delle abitazioni «Due mesi per questo risultato, brutta figura del Comune»

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Pronto intervento a Portovecchio sul marciapiede della discordia, dopo l'articolo de Il Tirreno. Gli operai del Comune di Rosignano sono tornati per sistemare i danni causati alle abitazioni sul tratto di Aurelia compreso fra via Sante Zennaro e via Benvenuto Cellini, muri di cinta e cancelli che erano stati sporcati di rosso durante le operazioni di verniciatura del predellino appena ripristinato.

Residenti e turisti però continuano a scuotere la testa di fronte ai lavori svolti. «È un po' un cazzotto in un occhio, non mi piace per niente», commenta il pratese Jury Comparini, villeggiante affezionato ormai da tre anni al promontorio di Castiglioncello: «Mi fa piacere che sia stato rimesso in sicurezza, anche se esteticamente non è proprio il massimo. Comunque, se adesso ci si può camminare...».

La scelta dell'amministrazione non convince neanche il milanese Nicholas Sala, che a Castiglioncello è venuto quest'anno per la prima volta: «Non lo so, il colore non mi convince. Non c'è altro rosso intorno, lo avrei preferito "al naturale": color cemento. Così sembra più una pista da atletica». Fuori dal coro invece l'opinione della fiorentina Virginia Tei, che invece apprezza – sebbene con riserva – lo sgargiante cromatismo: «A me così piace, perché no. Anche se potevano farlo di un tono più uniforme rispetto al resto della strada».

A onor del vero però, il camminamento non è del tutto fuori contesto. A Nord, oltre via Zennaro, e a Sud, superata via Cellini, la vecchia pavimentazione non ha completamente perduto l'originario smalto scarlatto, ormai quasi interamente dilavato dalle intemperie.

Ma a ben guardare c'è un'altra differenza, che non è sfuggita agli occhi di chi su quel tratto di Aurelia ci vive tutto l'anno. «Non sono nemmeno vere mattonelle, ma asfalto che poi è stato pressato con un'apposita griglia per ottenere l'effetto piastrellato (da cui la necessità di verniciare, ndr)», spiega Patrizio Piccinini, che abita proprio di fronte al camminamento incriminato con la moglie Elena Ferri.

Ed è proprio lei che prosegue: «Aspettavamo i lavori da una vita, quel marciapiede è rimasto in condizioni pessime per tanti anni e tante persone sono inciampate e cadute. Certo che due mesi e mezzo di interventi, per un paese che “vive” solo nella stagione estiva, per ottenere un risultato così è davvero una brutta figura per il Comune. Tra l'altro sembra proprio quella ciclabile – allude la donna, riferendosi alla “famigerata” pista di Rosignano Solvay –. E pensare che l'intera zona è tutelata dai Beni ambientali di Pisa: stiamo ancora aspettando che finiscano di sistemare l’illuminazione pubblica, spaccano il capello in quattro quando siamo noi residenti a dover fare un lavoro, e poi...».

Spaccare, poi, sembra essere la parola del momento. «L'altro giorno gli hanno sporcato il cancello con la vernice e stamani (ieri per chi legge, ndr) gliel'hanno pulito, ma gli avevano anche spaccato la pavimentazione della discesa del passo carrabile, perché avevano sbagliato a fargliela, e gli è toccato rifarsela da solo», raccontano alcuni residenti, chiedendo l'anonimato. Indicano la rampa di accesso al giardino interno di una delle abitazioni che affacciano sul marciapiede. Il proprietario però, comprensibilmente, non rilascia dichiarazioni.

Certo il tempo, anche in senso atmosferico, dilaverà il colore, compreso quello finito sulla carreggiata, e i residui di asfalto raggrumati qua e là, e l’occhio finirà con l’abituarsi pure al marciapiede-pista (che ciclabile non è, e neppure atletica). Fatto sta che anche ieri gli operai sono tornati una seconda volta, sotto il solleone, per finire di mettere a posto. —



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