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Stalli blu, contro-proposta alla App sul telefonino Biglietti da dare ai negozi

Stalli blu, contro-proposta alla App sul telefonino Biglietti da dare ai negozi

Paolo Bini torna a criticare la “rivoluzione tecnologica” per la sosta sul promontorio «Parcometri forse non a norma, disagi che allontanano i turisti» 

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castiglioncello. «Sono contento che dopo un anno e mezzo, a fine luglio, si cominci ad intervenire», ex candidato sindaco scrive Paolo Bini della lista civica Rosignano Migliore.

Motivo del contendere è ancora una volta la sosta a pagamento sul promontorio, sulla quale la giunta Donati è intervenuta aggiungendo tre nuovi parcometri che prendono anche la carta e – tramite il gestore del servizio, la cooperativa Nuovo Futuro – aggiungendo la possibilità di pagare con l’applicazione “Whoosh!”.

Meglio tardi che mai, secondo Bini, che prosegue: «Nel frattempo cari turisti e cittadini che non avete lo smartphone collegato alla carta di credito, non avete moneta spicciola sufficiente, dovete pazientemente cercare i tre parcometri adeguati oppure continuare a girare i negozi per farvi scambiare le banconote con gli spiccioli».

Sulla graticola del candidato (oramai alle comunali del 2024) finisce l’attuale sindaco Daniele Donati, “reo” di aver avviato quella che ha definito «rivoluzione tecnologica» che passa anche da una sostituzione forse troppo graduale delle attuali macchinette «che accettano solo monete e sarebbero probabilmente anche non a norma secondo quanto prevedeva la legge 208/2015».

Ma, al di là di questo, Bini sottolinea i «disagi evidenti» per i visitatori del promontorio. «Difficilmente si hanno 11 euro di spiccioli nel portamonete (in caso di intero giorno di sosta) o anche cifre inferiori», denota, e si domanda: «A cosa giova mantenere questo disagio? Non certo a incentivare il turismo». E aggiunge: «Non credo giovi nemmeno a chi gestisce i parcheggi».

Bini infine si sbilancia fino a proporre una contro-soluzione “analogica”: «Si potrebbero stampare della card giornaliere per il parcheggio da distribuire nei negozi, che le possono vendere a 11 euro. Forse non sarà una rivoluzione tecnologica ma agevolerebbe un po’».

La palla passa al primo cittadino e alla Nuovo Futuro. Donati aveva infatti precisato al Tirreno che la stagione estiva 2019 sarebbe stata un banco di prova, e chissà che non accolga la proposta del rivale. —

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