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Saldi, la protesta dei negozi del centro «A luglio non vanno, meglio dopo l’estate»

Leondina Marulli
Saldi, la protesta dei negozi del centro «A luglio non vanno, meglio dopo l’estate»

I titolari delle attività: «Rivedere formula ed orari» Confesercenti: «Spostare anche la riapertura delle scuole»

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A fare la differenza, a volte, è il tempo. Inteso sia come numero, come data da cerchiare sul calendario, sia come condizione climatica.

La richiesta, che si fa sempre più pressante sia dalla base che dai vertici delle categorie dei commercianti, di un posticipo dell’avvio dei saldi stagionali, sembra essere supportata, tra l’altro, dai cambiamenti climatici ai quali stiamo assistendo. Una richiesta di cui si è fatto portavoce nei giorni scorsi il referente territoriale Confesercenti, Umberto Chischi.

E molti commercianti del centro di Cecina non fanno eccezione alla proposta, scaturita dalle esperienze maturate negli ultimi anni all’avvio della bella stagione. «Quest’anno i saldi sono partiti appena iniziato il caldo: non abbiamo fatto in tempo a sistemare i nuovi arrivi sugli scaffali – fa notare Elisa Fontana, responsabile del negozio “Isola Felice’ – che sono partiti gli sconti. Un calendario da rivedere, spesso controproducente perché i clienti oramai aspettano i saldi prima di fare acquisti, e a questo li abbiamo abituati noi».

Non solo: «C’è anche chi, durante i saldi, chiede quando inizia lo Sbaracco, e questo – sottolinea Roberta Santini, proprietaria di “Piccoli passi” – non è un bel modo di fare commercio. Noi siamo qui da trent’anni e sono sempre più convinta che sia necessario uno slittamento in avanti dei saldi, sia estivi che invernali. Ormai assistiamo al salto della mezza stagione. Noi cerchiamo – conclude – di dare un servizio, e considerando che ci occupiamo di calzature per bambini forniamo anche una consulenza».

Tempi che cambiano, dunque, o che «andrebbero cambiati. Certo, ci si abitua a tutto, però obiettivamente l’estate è iniziata a luglio e subito sono partiti i saldi. Noi abbiamo una formula diversa rispetto agli altri negozi – spiega Martina Di Donato, commessa per “Di Vale abbigliamento” – e non facciamo i campionari, quindi compriamo in base alle necessità e al tempo».

L’utente finale, cioè il consumatore, «spesso si sente disorientato di fronte a sconti e promozioni praticati 365 giorni l’anno, senza più riuscire a distinguere un’occasione – sottolinea Tania Guerrieri, titolare di “Corso 81” – e il risultato è un disorientamento generale. Purtroppo con l’avvio dei saldi ad inizio stagione, il riscontro per il commercio è negativo».

C’è chi prova a mettersi nei panni del cliente, «che un giorno compra un capo e dopo 10 giorni lo trova ad un prezzo scontato. L’unica cosa logica da fare è quella di spostare in avanti la data dell’avvio dei saldi – commenta Laura Poli, del negozio “Forse Calzature” – cosa di cui si parla da molto all’interno della categoria. Anche perché nei giorni precedenti all’avvio dei saldi non c’è nessuno disposto a comprare perché, in effetti, non conviene. I turisti, ormai da un po’ di tempo, comprano sempre meno, per cui noi ci concentriamo sul territorio, e bisogna lavorare per e sul territorio, avendo il massimo rispetto dei nostri clienti. Credo – prosegue Poli – che la cosa più giusta da fare sia posticipare i saldi a fine stagione, anche se magari le rimanenze in magazzino sono sempre meno però, in quel caso è davvero giusto parlare di occasione ed applicare uno sconto».

Di spostamento si parlerà in Regione, «dove proporremo lo slittamento in avanti dell’avvio dei saldi. È vero che, nonostante sia di competenza regionale, dev’esserci una condivisione – sottolinea il responsabile provinciale Confesercenti, Massimo Marini – tra regioni limitrofe per evitare lo spostamento sul territorio, da regione a regione. Ci attiveremo per verificare, dunque, se esiste la possibilità di uno slittamento dei saldi, sia invernali che estivi, perché la cosa è speculare. Così come chiederemo, ormai per il prossimo anno, lo slittamento della riapertura delle scuole, consapevoli che si tratta di un argomento delicato che va affrontato senza lasciare nulla al caso. Uno slittamento che potrebbe aiutare anche il saldo della stagione turistica, che si presenta complicato. Se guardiamo ormai ai trend climatici – osserva Marini – ormai settembre ed ottobre sono buoni mentre maggio e giugno meno: si tratta di una tendenza consolidata». —

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