Il presidio
«Così risolvo il porta a porta»: parla l’esperto Rea di rifiuti
Cecina: l’ex netturbino è il coordinatore dei servizi per i 13 comuni gestiti dall’azienda. «Esperienza e passione al servizio della collettività per risolvere i problemi»
CECINA. Con il porta a porta ci vuole comunicazione, tra azienda e Comune da un lato, e commercianti e residenti dall’altro. Nel mezzo poi ci vuole qualcuno che abbia esperienza da vendere e la capacità di metterla a frutto, sedendo al tavolo con i litiganti. La persona scelta da Rea per questo compito si chiama Pietro Gambino, cecinese di adozione dal ’74, ed è l’uomo riuscito a risolvere l’annosa questione del condominio del bar Sole a Marina.
«Lavoro in questo settore ormai da 35 anni, praticamente da tutta la vita». Si presenta così quello che oggi è il 56enne coordinatore dei servizi per tutti e 13 i Comuni gestiti dall’azienda: «Ho iniziato nell’estate dell’84 con la scopa in mano, facendo quello che allora si chiamava il netturbino. Poi ho fatto lo spazzino in motorino, quindi sono diventato autista e infine autista specializzato. Ho fatto la gavetta e tutto il resto – prosegue – ma ho nostalgia del mio ruolo perché l’operatore di quartiere è una figura di riferimento importante per il cittadino».
Ed è così che ha sbrogliato la matassa di Marina, che si trascinava fin dall’introduzione del porta a porta sul lungomare. «La mia figura non serve a dare solo supporto tecnico, ma aiuta nella ricerca della soluzione più praticabile all'interno di un dato regolamento. La posizione comporta onore ed oneri, ma mi permette di spendere il mio bagaglio di esperienza trasformandolo in valore aggiunto», premette, poi spiega: «Ho aiutato le persone ad abituarsi. Ho messo in pratica il buon senso prima che la situazione degenerasse a partire da una situazione di imbarazzo data dall’esposizione non corretta dei rifiuti. Mi sono permesso di dare un suggerimento – precisa –, così come è previsto che faccia, in sinergia con il Comune, su altre questioni sollevate in questa fase di avviamento del servizio».
L’importante, sottolinea, è il cambio di passo: «I rifiuti esistono, sono brutti e fanno cattivo odore, ma nessuno li vuol toccare. Adesso però possono diventare una risorsa, se riusciamo a gestire il cambio di modalità lungo tutta la filiera; a cominciare dal sindaco fino all'ultimo degli operatori». Il risultato poi è la soddisfazione più grande: «Questo mestiere è molto faticoso, ed è fondamentale preservare la dignità di chi lo svolge. Noi non siamo un fastidio, ma un’opportunità».
Il porta a porta nel frattempo continua la sua avanzata una novità dietro l’altra, compreso il ritorno allo spazzino in bici (ma elettrica) anticipato dall’assessore Gabriele Bulichelli. «Ben venga qualunque iniziativa che permette di pulire riducendo l’impatto, che offre la miglior risposta nel disagio minore. Ma attenzione a chi si improvvisa imprenditore dei rifiuti, perché ci sono problemi di responsabilità e sicurezza», conclude Pietro Gambino.
L’uomo che “risolve i rifiuti” però non vuol passare avanti a nessuno: «Io vado dove ci sono problemi, ma sono al servizio della collettività. La gente deve chiamare Rea o il Comune». —
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