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Contratti pirata e sfruttamento, la Cgil in spiaggia a Vada: «Irregolare un lavoratore su 3»
Tante segnalazioni di bagnini e operatori al sindacato. Pieralba Fraddanni, segretaria provinciale Filcams: «Solo il lavoro di qualità può rilanciare il turismo»
VADA. «Più di un lavoratore stagionale su tre, di quelli che si rivolgono a noi a fine stagione, segnala irregolarità riscontrate durante e dopo l'impiego». Sono i bagnini, i baristi e i camerieri, sono i "ragazzi" (a prescindere dall'età anagrafica) che lavorano per rendere possibili le meritate vacanze di bagnanti e turisti del lungomare toscano; lavorano spesso sottopagati o non pagati affatto, senza festivi o notturni né straordinari, in condizioni invisibili ai clienti degli stabilimenti. Almeno fino a oggi. . «Il sindacato ha lanciato la campagna "Backstage - Il lavoro che non vedi vale", che per il primo anno ci vedrà in tutte le località turistiche per informare i lavoratori e sensibilizzare i fruitori», spiega Pieralba Fraddanni, segretaria provinciale Filcams-Cgil di Livorno, che ha deciso di iniziare proprio dalle spiagge di Vada. «Da Livorno all'isola d'Elba facciamo ogni anno tra le 5 e le 6mila pratiche Naspi (indennità mensile di disoccupazione per i lavoratori subordinati, ndr) stagionali, e il 30-40 percento dei lavoratori denuncia contratti-pirata o condizioni di lavoro "grigio scuro"», continua Fraddanni, che sottolinea: «Dietro a una vacanza di qualità ci dev'essere un lavoro di qualità. Il turismo può essere volano del rilancio di quest'area di crisi complessa, ma solo se si riparte dal buon lavoro».
L'accoglienza, sotto gli ombrelloni, è buona: «I turisti hanno gradito i nostri volantini e i cappellini che promuovono l'iniziativa. Fra loro c'erano anche tre lavoratori che si godevano la mattinata libera, e - in poco meno di un'ora - sono venuti a chiederci un appuntamento per un confronto», prosegue Katia Sagretti. Oggi le bandiere del sindacato saranno in terrazza Vittoria a Marina di Cecina, poi nelle prossime settimane si sposteranno via via a Pisa, Siena e nelle altre località turistiche. «Veniamo qui da vent'anni, e si sa che questi ragazzi non sono pagati molto per il duro lavoro che fanno. Questa è una buona iniziativa per raccontare la loro situazione», racconta Carlo Sbolci, turista fiorentino ormai affezionato ai lidi di Vada. Situazione che Elia Centelli conosce bene, nonostante (appena diciottenne) sia alla sua seconda esperienza lavorativa, proprio da stagionale, come assistente ai bagnanti al Solemare.
«Qui mi trovo benissimo, ma l'estate scorsa ho fatto il cameriere in un ristorante della costa e le cose sono andate molto peggio. Tante volte dovevo stare più del doppio del tempo rispetto all'orario pattuito, e alla fine per essere pagato per intero ho dovuto far ricorso a un legale». Una storia che Massimiliano Bacci, stagionale "veterano" da ormai vent'anni nel settore del turismo, ha visto e vissuto molte volte: «Oggi faccio con successo il manutentore al circolo velico, in passato ho fatto tutti i lavori e ho imparato che ogni tanto - purtroppo - si deve scendere a compromessi, ma mai farsi prendere per la gola: i diritti sono chiari, bisogna farli valere».
Dal lato degli imprenditori dice la sua, un po' fuori dal coro, Roberto Baglini, titolare insieme al fratello del Pietrabianca Beach: «Nel mio locale lavorano sei stagionali, e io sono il primo a mettere tutto in regola nel loro interesse, dando l'esempio (ogni mattina vengo col retino a togliere le cicche dalla spiaggia libera) e premiando il merito. Ma chi non s'impegna non si lamenti; e allo stesso modo il Comune di Rosignano e lo Stato dovrebbero essere più attenti alle esigenze e alle richieste dei datori di lavoro».
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