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Nasce il museo del carbone «Così cuciniamo le tradizioni»

Divina Vitale
Nasce il museo del carbone «Così cuciniamo le tradizioni»

Il primo esempio di carbonaia vegetale all’aperto all’osteria Magona  Omar Barsacchi: «Fa parte della nostra storia la voglio condividere»

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Un museo del carbone vegetale, il primo all’aria aperta nel comune di Castagneto Carducci e con attività dimostrativa. È quello nato sulla via Bolgherese, all’Osteria Magona di Omar Barsacchi. Dove si sa la ciccia si mangia principalmente sulla brace. Il carbonaio, invece, è una delle più storiche attività artigiane ancora presenti nel comune di Castagneto e Sassetta, dove ancora vivono alcuni degli ultimi carbonai. Forse non tutti sanno che il periodo della lavorazione del carbone va da inizio primavera fino a giugno inoltrato, cioè dopo il taglio del bosco che inizia ad ottobre e finisce ad aprile.

«Un’esperienza che mi ha sempre entusiasmato – spiega Barsacchi – e che voglio oggi condividere con amici e clienti del ristorante. Fa parte della nostra storia, non si possono e non si devono perdere le tradizioni».

Il carbonaio prepara la piazza, uno spiazzo circolare del diametro da sei a dieci metri circa. Al centro viene piantato lo zeppo, cavicchio di legno e punto indicativo per iniziare la costruzione. Dopo aver disposto ai bordi tutta la legna da cuocere si utilizzano tre sistemi a triangolo. A questo punto si iniziano a posizionare i legni in maniera eccentrica allargandosi a spirale. Infine si cerca di coprire, con piccola legna, tutti gli spazi tra un legno. Poi si copre tutto con foglie secche e terra di colore nero già utilizzata per vecchie carbonaie. Si parte con la cottura. «Nei giorni successivi – spiega Barsacchi – sarà la carbonaia a parlare, indicando il completamento della carbonizzazione della legna, dal colore iniziale bianco del vapore acqueo, al colore finale azzurrognolo che esce in continuo dalla carbonaia, segnale di fondamentale importanza». —

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