Il Tirreno

Arnaboldi sfrattato dalla sua abitazione dopo 5 ore di trattativa

Anna Cecchini
Arnaboldi affacciato alla finestra durante la trattativa
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Arnaboldi affacciato alla finestra durante la trattativa

Cecina. Confronto snervante con l’ufficiale giudiziario, fuori dalla villetta decine di amici e conoscenti in difesa dei diritti del vivaista 78enne

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CECINA. Il portone si è aperto quando mancavano dieci minuti alle 16. Franco Arnaboldi è apparso dal buio torrido dell’ingresso della sua villetta di via Tronto, a Collemezzano. Accaldato e provato da lunghe ore in cui, insieme ai suoi legali, ha tentato di difendere in ogni modo il suo diritto, quello di restare all’interno della casa almeno per un altro mese. Giusto il tempo per organizzare la suddivisione della proprietà.

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La villetta, infatti, quando è andata all’asta è stata acquistata per 145mila euro, «ma inizialmente il terreno circostante non era stato inserito, soltanto in un secondo tempo è stata inserita anche la corte» spiega Francesca Nencioni, che da alcuni anni è la geometra di Franco Arnaboldi.. «Dato che la corte - prosegue Nencioni - è un bene a comune, hanno diritto di usarla sia Arnaboldi che i proprietari che hanno preso la casa all’asta». Ecco che il 78enne, anche ieri mattina, ha ripetuto fino allo sfinimento a Giacomo Boni, l’ufficiale giudiziario venuto per eseguire lo sfratto e ritirargli le chiavi della casa, la stessa richiesta: «Saniamo la storia - ha detto Arnaboldi, appoggiato alla seduta esterna del camino nella cucina al piano superiore della casa - delimitiamo l’area in maniera che ognuno possa stare a casa sua. Ognuno può recintare la sua zona, io potrei avere il mio cancello, il mio pozzo per innaffiare. Questa è l’iniziativa che vorrei fosse concepita e si avviasse oggi».

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Una richiesta che anche le due legali dell’imprenditore 78enne, Caterina Farinelli e Jessica Sartini, hanno più volte ripetuto all’ufficiale giudiziario, arrivato dopo le 11 di ieri mattina in via Tronto. Ma già dalle otto, davanti a casa di Franco Arnaboldi si sono riuniti svariati cittadini, molti dei quali che fanno capo al gruppo “Arna-uniti per Franco”, nato due mesi fa, che porta avanti una campagna di sensibilizzazione in difesa del vivaista cecinese.

Lungo via Tronto una lunga coda di automobili parcheggiate sotto il sole, e oltre il cancello della proprietà capannelli di cittadini e giornalisti. Tutti in attesa dell’ufficiale giudiziario. Tutti con la speranza che in qualche modo lo sfratto di Arnaboldi fosse almeno rinviato, come accaduto altre volte nei mesi scorsi.

Poco prima delle 13 proprio i due legali di Arnaboldi, prima Sartini e poi Farinelli, sono uscite dalla villetta e hanno comunicato che lo sfratto sarebbe stato portato a compimento. Una comunicazione che ha lasciato senza parole amici di Arnaboldi, conoscenti, vicini di casa e rappresentati del comitato che hanno sperato fino all’ultimo che l’uomo potesse restare in quella che è stata la sua casa per quarant’anni e dove conserva i ricordi di una vita.
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