«Siamo in troppi, tagliateci o moriremo», sos degli ambulanti di piazza del Mercato
Rosignano: per gli addetti ai lavori banchi in sovrannumero per i pochi clienti: «D’estate meglio tornare in piazza Monte alla Rena»
LIVORNO. «Per i pochi clienti che abbiamo, a Rosignano siamo un’esagerazione. Dovrebbero tagliarci. E d’estate, magari, spostare i banchi vicino al mare, in piazza Monte alla Rena, dov’eravamo prima. Io il mio banco l’ho rilevato già quando stavamo qui in piazza del Mercato, ma ricordo molto bene com’era una volta. Di sicuro meglio di ora».
Il salumiere Davide Micheli sa bene che la crisi degli ambulanti va ben oltre Rosignano Solvay. E anche che qualche parcheggiatore abusivo, sebbene a volte possa infastidire gli automobilisti, non è una specificità di piazza del Mercato, come sostengono alcuni suoi colleghi. «Qui i problemi sono altri – dice – e riguardano il sovrannumero dei commercianti rispetto alla ridotta clientela. Siamo troppi. Vede questo prosciutto? – dice indicando una forma esposta – L’ho preso stamani, pagandolo un po’. Mi hanno detto che i cinesi li stanno comprando a iosa, facendone alzare il prezzo anche in Italia. Eppure se non lo metto in sconto a dieci euro nessuno me lo compra. Ma anche così...».
Fanno fatica gli ambulanti rosignanesi, che ogni lunedì vendono in piazza del Mercato. Fra loro c’è il rappresentante provinciale di Fiba Confcommercio Attilio Camposano. Lui è nel settore delle scarpe. «Spostare il mercato in un’area così dispersiva non è stata una bella mossa – spiega riferendosi a una decisione comunque presa parecchio tempo fa – basta vedere il numero di operatori che sono scappati». Secondo Bruno Ceccarelli, invece, il problema sono «gli stranieri che vendono a due soldi, abbassando la qualità del mercato». «Io sono qui da 40 anni e non posso tollerare quei commercianti occasionali che “regalano” la merce – dice – visto che propongono prezzi che io non trovo neanche dai grossisti. Com’è possibile? Vanno allontanati, tanto oggi chi vuole tutto a sconto trova già risposta nei centri commerciali o su Internet. Serve roba di qualità».
Per i clienti, però, basta non andarci. «Io non lo faccio – dice Marcella Caroti – ma ho ben presente le difficoltà di chi lavora, visto che faccio l’antiquaria». «I problemi? Troppi pochi posteggi», dice un’altra cliente, Maria Laura, che preferisci non fornire il suo cognome. Mentre Italo Micheli, di Venturina, ricorda con nostalgia gli anni Settanta, quando già portava il suo furgone a Rosignano. «Sì, ma andavamo in piazza Monte alla Rena», dice mentre di fronte al suo banco dei formaggi arrivano tre persone. «A quel tempo – continua – avevo sempre la fila, non sapevo come fare. Ora è cambiato tutto. Mancano gli stipendi, è questo il problema. Il Governo dovrebbe alzare le buste paga, il resto sono chiacchiere, visto che ci sono persone che non arrivano a fine mese. Se non hanno i soldi – conclude – poi come possiamo pensare che vengano da noi a fare acquisti?».
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