Il presidio
Bagni: ok all’incremento delle concessioni «Più ombrelloni sì, ma anche più servizi»
Aumenti in profondità. Paperini: «In cambio qualità e comfort». Nencetti: «Rendiamo la misura non più straordinaria»
Ok, si possono mettere più ombrelloni. Ma non è un regalo, dicono i balneari.
Semmai una conferma che le spiagge, dopo l’ultimo ripascimento, sono cresciute e le concessioni rimaste le stesse. Strette, secondo la categoria. «E poi questi aumenti si pagano», dice Stefano Paperini, titolare del Delfino alle Gorette e a capo dei balneari Confesercenti. «Ma soprattutto ci siamo impegnati a garantire più servizi». Che sono, per esempio, aree gioco, pedane, nuovi accessi, campi da beach volley o sport acquatici. O semplicemente “ombrelloni più distanti tra loro”. Così aumenta il comfort per i clienti.
La giunta cecinese ripropone il “bonus ripascimento”. Misura che consente agli stabilimenti interessati dalla cura antierosione di 4 anni fa di aumentare la concessione. Che significa più spiaggia. Ma attenzione. Non in larghezza, bensì in profondità. Esattamente per la lunghezza del fronte mare e fino a 5 metri dalla linea di costa. Con il limite che nella nuova porzione gestibile si possono piazzare ombrelli, sdraio e lettini per non oltre il 50% dell’ampliamento stesso. Insomma, c’è chi mette 10, chi piazza 40-50 ombrelloni in più.
Il Comune, poi, incassa nuovi oneri. Il titolare e gestore del bagno s’impegna a migliorare la qualità della spiaggia. «Oltre al comfort e all’accessibilità migliore – aggiunge Paperini – abbiamo preso in cura una porzione di spiaggia libera».
«Ci guardano come quelli che occupano e lucrano sulle spiagge, dice Alberto Nencetti, titolare dell’Ippocampo che guida i balneari Confcommercio. Non è vero. Offriamo servizi, che sono sempre più richiesti. Ci capita sempre più spesso di dover rimandare via clienti, segno che la domanda è in crescita».
Oggi su 25 bagni a Cecina la quasi totalità approfitta di questa opportunità. «Non io - dice Elio Parietti -ma semplicemento perché il ripascimento si è fermato ai La Perla». «Noi utilizziamo quello che sarebbe nostro. Che ci è stato ridato», dicono sul fronte di Marina dove il ripascimento si è confinato - per l’appunto - tra i Bisori e La Perla. «In attesa del piano della costa – continua Nencetti - che recepisce anche le richieste di noi balneari e che ha visto una perfetta intesa con l’amministrazione comunale – ci troviamo ogni estate a dover richiedere questi ampliamenti». Con l’aggravio di burocrazia per tutti: balneari ed uffici. «Perché non rendere questa misura, invece che straordinaria, ordinaria magari per 15 anni?», domanda. «Io ho un’azienda con 24 dipendenti, questo settore è prezioso per il turismo. E poi non è vero che non ci sono più spiagge libere. Mi risulta che da Capocavallo alla Cecinella meno del 30% della spiaggia sia occupata».
Giuseppe Costantino, assessore al Turismo, conferma che questa misura vuole “andare incontro al turismo”. Ma è solo col Piano della Costa che si potrà scrivere qualcosa di definitivo.
Già, il piano della Costa. Ma a che punto siamo? —
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