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«Una vita di corsa» Marconi racconta 80 anni di vittorie imprese e passioni

Michele Falorni
«Una vita di corsa» Marconi racconta 80 anni di vittorie imprese e passioni

Ha fatto mille mestieri, l’atletica leggera nel sangue Luci, insegnante, ha raccolto le sue memorie in un libro

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CECINA. “Atleta inossidabile”. Bastano due sole parole per comporre il titolo del libro che, una pagina fotografica dopo l’altra, racconta la vita – di corsa – di Roberto Marconi, ottant’anni tondi compiuti il 21 gennaio, sorridente e in forma, quasi pronto per lo scatto dai blocchi di partenza delle arene di mezzo mondo, dove ha gareggiato e vinto tanto. Classe 1939, marinese d’orgoglio e di scoglio, ha scelto lo sport come palestra e la sfida come strada maestra: dal podismo al paracadutismo militare passando per la vela, ha inanellato risultati in sequenza e chiuso in bacheca decine di coppe e medaglie. Marco Luci, insegnante di matematica e scienze alle medie Galileo Galilei di Palazzi in pensione, ne ha narrato le imprese nel volume che sabato 23 il protagonista di questa storia presenterà alla pista di atletica, nel giorno in cui sarà dedicata al campione olimpico Pietro Mennea. «Ho sviluppato l’idea – dice – ripercorrendo la mia esperienza. Grazie a Marco, che ha raccolto tutte le testimonianze, ho narrato con la forza dei ricordi e delle immagini l’attività agonistica che ho iniziato da bambino per divertimento».

Roberto racconta in prima persona, catturando l’attenzione del lettore fino dai lontani giorni in cui vinceva la Targa Cecina, due volte da solo e due in squadra, sempre con il rione Marina. Gli episodi che ne scandiscono il percorso sportivo e umano sono molti: nel 1966, durante i giorni dell’alluvione, indossò la tuta da sub e scese in strada, trascorrendovi un giorno intero a soccorrere le persone, combattendo contro il freddo, la stanchezza e il pericolo di morire. Una vittoria non comune, nata dal sacrificio e dalla tenacia, le sue caratteristiche. Alto 1 metro e 66 centimetri per 66 chili di peso, Marconi riesce ancora oggi ad agganciare un palo al volo e stendersi in orizzontale come fosse una bandiera, esercizio intrigante ma non semplice. Cottimista, muratore, impresario edile, pescatore e fondatore del Bucaniere, la piscina di Cecina mare con bar e ristorante e, soprattutto, l’acquascivolo, il primo della zona. Lo aveva visto alla fiera nautica di Genova, ne rimase colpito e lo fotografò. Rientrato a casa, lo commissionò e lo costruì: il giorno dell’inaugurazione, la vasca grande era così piena che la gente non riusciva più a bagnarsi e, all’ingresso, la fila cresceva tra l’entusiasmo dei ragazzi. Ho un solo rammarico – prosegue – non avere mai ricevuto il premio di Atleta dell’anno. Credevo di meritarlo. Mi hanno premiato però con l’Omino di Ferro nel 2002. Le gare? Conta partecipare, è l’aspetto più bello». Campestri, Cinque Mulini, tremila siepi, 1500 metri piani – dove ai Mondiali categoria Master in Scozia nel 1999 conquista il terzo posto – senza dimenticare i 21 lanci da parà della Folgore, il pugilato, la partecipazione alla Giraglia con la barca a vela e la maratona di New York corsa per caso nell’autunno del 1987 sono soltanto alcune perle della collezione, catturate in nome e per esclusivo conto dell'atletica leggera. Se un professionista fatica a trovare la condizione giusta figuratevi un appassionato come Roberto che pensava a tutto, famiglia compresa. Leggere il libro, stampato in 75 copie dallo Studio Grafico Arte e Design di Cecina, significa divertirsi e scoprire aneddoti e compagni d’avventura – tra i quali la medaglia d’oro olimpica a Los Angeles 1984 Alberto Cova – che hanno conquistato le prime pagine dei giornali a colpi di successi internazionali. Di corsa, naturalmente. —

Michele Falorni

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