Gaddo della Gherardesca insegna “turismo” workshop con 25 giovani
Il presidente dell’associazione Dimore storiche ha organizzato un fine settimana con ragazzi di tutta Italia. Come promuovere i beni culturali del territorio
CASTAGNETO. Un workshop rivolto ai giovani e organizzato da Gaddo della Gherardesca in qualità di presidente dell’Associazione Dimore Storiche. Un fine settimana che si concluderà oggi e che si è svolto al castello di Populonia.
Tra gli obiettivi principali del workshop quello di tracciare una chiara panoramica degli aspetti legislativi e fiscali inerenti alle dimore storiche vincolate ponendo ai partecipanti alcuni quesiti per stimolare la riflessione. Tra questi: cos’è un “bene culturale”? Quali sono le principali norme che ne disciplinano la gestione? Dimora storica e bene cultuale sono la stessa cosa? E ancora quali sono i principali obblighi e vantaggi per il proprietario di un bene? Inoltre una discussione aperta sui vincoli, gli adempimenti e soprattutto la valorizzazione in merito anche ad un turismo mirato o alternative possibili. Un weekend in cui si sono tenuti tavoli di lavoro e di confronto per proporre idee e lavorare su esempi pratici.
«Il workshop - ha spiegato il conte Gaddo – è stato fatto per prendere coscienza dei problemi, invitando professori e relatori specializzati che spiegassero problemi tecnici e di gestione dei beni che deteniamo. In questo incontro erano presenti 25 ragazzi provenienti da tutta Italia. Cerchiamo di formare le persone, renderle consapevoli dell’importanza e anche delle difficoltà che esiste nella gestione di un bene storico, oggi più che mai».
Il 19 maggio prossimo si terrà la IX edizione della Giornata nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di tutela del patrimonio storico-architettonico di proprietà privata e rappresenta un’occasione unica per il pubblico di visitare centinaia di dimore storiche – 400 solo nell’ultima edizione – normalmente non accessibili e presenti su tutto il territorio nazionale.
Oltre all’apertura di residenze, castelli, ville e casali, è prevista l’organizzazione, coordinata da tutte le sedi regionali dell’associazione, di numerosi convegni, mostre ed iniziative culturali che pongono in risalto il ruolo fondamentale dei proprietari di beni culturali soggetti a vincolo, al cui impegno si deve la custodia e manutenzione sia degli immobili d’epoca che dei giardini e, nel caso delle dimore rurali, del paesaggio circostante.
L’Associazione Dimore Storiche italiane, nata nel 1977, conta attualmente circa 4.500 soci e rappresenta una componente significativa del patrimonio storico e artistico del nostro Paese. —
D.V.
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