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Nuovo regolamento per assegnare gli orti pubblici dei Polveroni a disoccupati e famiglie in difficoltà

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ROSIGNANO. Un aiuto concreto a disoccupati, esodati e giovani che magari hanno figli piccoli. Come? Affidando a questi soggetti un orto pubblico ai Polveroni.

Approvato ieri il nuovo regolamento per l’assegnazione e l’uso degli orti ubicati nella zona dei Polveroni a Vada, collegato al progetto “Centomila orti in Toscana”, Gli orti del territorio comunale già dati in concessione agli anziani, in base al progetto della Regione Toscana, si trovano a Rosignano Solvay il località Le Pescine e dietro la piazza del Mercato, e a Vada. Come ha spiegato ieri mattina l’assessore Piero Nocchi - il Comune, partecipando allo stesso bando regionale del progetto “Centomila orti in Toscana”, «ha scelto un’area ai Polveroni dove si trova un pozzo per l’irrigazione e sono stati realizzati nuovi orti – 25 o 27, in via di definizione – che, insieme ad un piccolo parco giochi, sono destinati ad incrementare la presenza pubblica e migliorare la qualità della vita nell’area».

Il nuovo regolamento comunale prevede che questi orti siano affidati a soggetti «con situazioni familiari difficili o con qualche disagio sociale: giovani dai 18 ai 40 anni, disoccupati o esodati, famiglie con più figli o con invalidi».

A chi partecipa al bando per l’assegnazione degli orti e appartiene a queste categorie vengono attribuiti infatti punteggi più alti al momento della formazione della graduatoria.

Altra novità è che la concessione durerà tre anni e sarà rinnovabile di altri tre anni per favorire la rotazione e il ricambio dei beneficiari. Infine, all’interno del regolamento per l’assegnazione degli orti pubblici ai Polveroni viene introdotto il concetto di “rappresentanza degli ortisti”: si tratta di almeno tre persone individuate tra gli assegnatari degli orti, che saranno referenti nei rapporti con l’amministrazione e dovranno coordinare le attività comuni di pulizia, manutenzione ordinaria e sorveglianza delle aree (parcheggi, ingresso, struttura per ricovero attrezzi, servizi igienici, giochi per bambini, attrezzature). «Con l’assegnazione degli orti pubblici l’amministrazione intende ampliare gli spazi della socialità - spiega Nocchi – inoltre nell’area ai Polveroni abbiamo voluto offrire uno strumento di integrazione tra generazioni, con attenzione a chi attraversa un periodo di difficoltà lavorativa o svantaggio personale e familiare. Si tratta di un’apertura alle esigenze determinate dai cambiamenti della società, che ha creato nuove povertà e fasce di disagio. Infatti oggi hanno spesso difficoltà ad andare avanti i giovani con famiglie, i disoccupati e gli esodati». —

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