Il presidio
«Nuova viabilità a Marina Non si può chiudere il viale»
Michele Ferretti, 36 anni, una laurea in filosofia, sarà il candidato a sindaco per i grillini. Presto l’ufficializzazione del partito
cecina. In attesa che il partito ufficializzi la sua candidatura a sindaco di Cecina, con la “certificazione” della piattaforma Rousseau, Michele Ferretti è il nuovo referente dei 5 Stelle cecinesi. 36 anni, ha una laurea magistrale in filosofia, negli anni ha frequentato un dottorato di ricerca, ha lavorato come consulente scolastico, come musicista e, più recentemente, come operaio stagionale in un supermercato.
Affida il suo esordio politico a un intervento sulla viabilità. «Supportare in modo autentico gli operatori del turismo, del commercio e dei servizi, a Cecina come altrove, significa orientare una visione politica verso il rispetto delle prerogative del territorio - scrive Ferretti - siano esse produttive o paesaggistiche, della sua identità e delle esigenze della sua cittadinanza. In breve, l'interesse produttivo non può essere in conflitto con l'interesse publico, pena il sacrificio di entrambi. In questo senso rimane ancora opaco capire cosa intenda il sindaco Lippi con alternativa di viabilità per l'accesso al mare, escludendo che possa trattarsi di un battello fluviale da 12 posti, soprattutto nel caso in cui, stando alle sue parole di qualche mese fa, il Viale della Repubblica sarebbe destinato a convertirsi in una lunga passeggiata inibita al traffico. Testimonianza di inizio secolo scorso e di quello sviluppo turistico-balneare che da fine ottocento in poi ha interessato prima Marina di Cecina e poi collegato quella al centro e ai primi insediamenti urbani della via Aurelia, il Viale ha connotato il nostro comune durante il boom economico del secondo dopoguerra, durante cioè quel periodo che ha reso Cecina un polo imprescindibile dello scambio commerciale. Del resto - prosegue Ferretti -, con l'incrementarsi del traffico, col tempo si è reso sempre più necessario un accesso al mare anche da sud, se non altro per evitare il tradizionale congestionamento del traffico estivo, magari appoggiandosi a via Perugia come possibile parallela di innesto. Di sicuro non è auspicabile che questa eventuale terza via preluda ad una chiusura totale del viale di Marina. Se il momento della pianificazione del territorio deve essere propedeutico allo sviluppo sociale della collettività, la politica deve sapere intercettare il cambiamento prima che questo la travolga. Circolazione e qualità della vita non possono essere sacrificati in nome di un abbellimento solo presunto e, aperta eventualmente una terza via». —
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