Il Tirreno

«Basta con i misteri, i compratori devono presentarsi»

A.R.

Il socio della Spa: «Società registrate a Cipro e a Gibilterra, non è stato investito un euro»  

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lA POLEMICA

Chi sono i compratori, o coloro che si annunciano tali, del porto di Cecina? È la domanda che Alessandro Lucibello Piani, socio della Porto Spa, pone ancora una volta all’amministratore delegato della Porto Giuliano Matteoli e al sindaco di Cecina Samuele Lippi. «Il porto di Cecina ha bisogno di certezze. Il porto non è solo un affare di Giuliano Matteoli, né un affare che coinvolge solo interessi privati: il porto è un progetto ambizioso che coinvolge il futuro economico di tutto il territorio cecinese e su questo anche il Sindaco, primo cittadino, non può che essere d’accordo. C’è una concessione e una convenzione che regolano i rapporti tra la Porto spa, il Comune e il Demanio, la cui complessa gestione è compito dei funzionari comunali. Al sindaco spetta un altro compito che è di supervisionare le attività tra cui, ad esempio, chiedersi chi realmente si aggira intorno alla proprietà del più importante progetto degli ultimi decenni. Oltre alle ricadute economiche determinate dallo sviluppo del porto, serve ricordare che il Comune è uno dei principali creditori, se non il principale. Oltre 6 milioni di opere compensatorie, tra cui la messa in sicurezza del fiume attesa da anni». E continua: «Oggi scopriamo che il sindaco non sa chi si cela dietro alla società cipriota che ha come unico socio una società delle Virgin Island e, pare, non si preoccupi di scoprirlo magari semplicemente chiedendo alle parti di presentarsi ufficialmente, spiegando le loro strategie e mostrando le loro credenziali finanziarie. Se poi analizziamo la Acefold Service Company Ltd, la società con sede a Gibilterra che Matteoli ha presentato come acquirente del progetto di costruzione e gestione del porto, le zone buie aumentano. Un bilancio 2017 senza attivi ma con un debito di oltre 1,7 milioni di dollari e due soci, Confucius Trustees Ltd e Confucius Nominees Ltd, entrambe società cipriote legate ad una nota società fiduciaria specializzata nei trust e nelle gestioni per conto di clienti che vogliono restare anonimi. Matteoli ha dichiarato che la Peverell fa riferimento a Mr. George Miles Jones, americano residente a Mosca e al russo Oleg Gusakov, entrambi consulenti nel settore immobiliare e che la Acefold farebbe riferimento alla famiglia svizzera Manz». «Se è così - continua Lucibello - perché questi investitori non si presentano ufficialmente? Le regole imposte al mondo finanziario prevedono vincoli e norme chiamate in gergo “KYC”, conosci il tuo cliente. Se non sono rispettate nessuna transazione finanziaria può essere eseguita . Sarà forse per questo motivo che ad oggi, questi investitori, non hanno ancora investito un euro nel progetto del porto e si sono limitati a firmare dei preliminari o semplici lettere di intenti con società fiduciarie e sostanzialmente vuote? Forse, invece di essere investitori, sono intermediari? E se così fosse, di chi? Anche il mistero del campeggio dei francesi, rilevato da una società di Piccionetti, imprenditore grossetano, non aiuta a far chiarezza. Matteoli ha sempre riportato questo “investimento” come prova della serietà dell’operazione Peverell, peccato che ad oggi, anche al campeggio dei francesi, non si sia visto alcun investimento». —

A.R.

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