Italia
Verso il contratto di fiume per superare sei criticità
Domani il Comune firma al protocollo d’intesa insieme ad altri venti enti Costantino: «Vogliamo restituire il Cecina al territorio». I finanziamenti
CECINA. Il Comune di Cecina domani mattina firmerà insieme a tutti i soggetti coinvolti (circa 20), tra cui l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale e il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, un protocollo d’intesa in vista della sottoscrizione vera e propria di un “contratto di fiume” (firma prevista nel corso del 2019). Il tratto del fiume Cecina interessato dal protocollo, che va dalla Steccaia alla foce e che attraversa i comuni di Montescudaio, Riparbella e Cecina, ai sensi della direttiva 2000/60/CE è classificato come corpo idrico “fortemente modificato” con stato ecologico sufficiente e chimico buono. Obiettivo ambientale, raggiungere entro il 2021 il livello buono per lo stato ecologico e mantenere quello chimico. Il piano è finanziato dal progetto Interreg Italia-Francia marittimo Proterina-3Evolution.
Il protocollo d’intesa è stato presentato lo scorso dicembre in un incontro che si è tenuto al Parco archeologico di San Vincenzino, coordinato dall'ingegner Massimo Lucchesi, segretario dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale. Presenti anche il sindaco di Riparbella, il vicesindaco di Montescudaio e il presidente del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa Giancarlo Vallesi. «L’idea è di restituire il Cecina al territorio», spiega l'assessore all'Ambiente Antonio Giuseppe Costantino. Per questo verrà istituito un tavolo di lavoro con enti, istituzioni, associazioni e cittadini finalizzato alla definizione e successiva sottoscrizione di un contratto di fiume. Obiettivo: chiudere l’accordo entro il prossimo luglio per attuare la pianificazione su questo tratto del fiume. «Tutto ciò si è reso possibile - spiega la consigliera comunale Pd, Barbara Suffredini, che ha collaborato al progetto con l’assessore Costantino - grazie alla partecipazione del Comune, con il progetto “Inter duo pontes”, a un bando della Regione (DGRT. 770/2017) finalizzato alla promozione dei contratti di fiume e destinato a tutti i comuni toscani». Nel documento d’intenti si individuano sei criticità specifiche. Il degrado di alcune aree limitrofe al corso d’acqua, che presentano caratteristiche ambientali di pregio. Il rischio alluvioni, collegato alla questione irrisolta della messa in sicurezza degli argini e del ponte di Marina che dipendono dalla convenzione tra Comune e Porto Spa. Altra criticità i prelievi di acqua, sia dal fiume che dalla falda, sia ad uso potabile che soprattutto industriale ed agricolo. Nel mirino anche la qualità delle acque, per gli scarichi impropri o abusivi. E il tema della fruibilità del fiume e delle aree circostanti. Si torna a parlare del progetto di parco fluviale nel tratto di competenza del Comune di Cecina, e delle ripetute richieste dei pescasportivi di poter avere accessi alle sponde per pescare.
«Il progetto - prosegue Suffredini - di cui il Comune di Cecina è promotore - spazia dalla prevenzione del rischio idraulico alla manutenzione della vegetazione, dalla tutela qualitativa alla valorizzazione delle risorse socio-economiche, ricreativo-sportive, storiche, paesaggistiche e ambientali. Dal battello a 12 posti a questo progetto di riqualificazione, il fiume è sempre al centro degli impegni della nostra amministrazione, che si propone la valorizzazione e l’ampliamento dell’area protetta del fiume Cecina a scopo naturalistico e turistico». —
M.M.
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