Meteo
Navigando il Cecina, le storie del fiume dimenticato - Video
Cecina. Era il cuore della città, le due rive il fulcro di scambi commerciali e di incontri
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.17742737:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/segreti-e-misteri-navigando-lungo-il-fiume-cecina/115825/117420]]
CECINA. Il tragitto è lentissimo, e forse arrivare a destinazione è proprio poco importante. Contano il tempo speso a osservare il cielo, l’acqua che passa sotto lo scafo, l’argine che sfila un metro dopo l’altro. Si naviga sul Cecina con tutto quello che significa: memorie, rimpianti e speranze. Uno sguardo dal fiume alla città. Da una prospettiva periferica. Dal punto d’osservazione che il tempo ha reso marginale, tanto quanto distano il centro urbano e la piazza del Duomo. Eppure è stato un elemento centrale della realtà economica e sociale. Oggi non è più così: il fiume lo si guarda dall’alto dei ponti e della passeggiata che porta a Marina. Ma non lo si vive. Le due rive che un tempo pullulavano di incontri, di traffico e di scambi commerciali sono diventate periferiche. È come se Cecina avesse dimenticato e rimosso dalla sua natura quella di città fluviale, benché il porto turistico alla foce o le allerte in caso di piena continuino a ricordarle che se qui c’è una città lo si deve anche al fiume.
Il segreto è lasciarsi conquistare dalle scene. La promessa è una rinfrescata ai pensieri. È sufficiente sintonizzare lo sguardo per godere di questo privilegio. Un viaggio inedito, con l’idea di valutare quanto ci sia di concreto nella riscoperta dell’importanza del fiume per la comunità cecinese. Soprattutto in prospettiva turistica. La scintilla l’ha data il sindaco Samuele Lippi. Più volte ha lanciato l’idea di renderlo navigabile, almeno per un tratto. C’abbiamo provato. A guidarci è Leonardo Chesi, istruttore di canottaggio e vela del Circolo nautico Foce Cecina. Un tragitto di circa un chilometro che tra andata e ritorno richiede mezz’ora se si naviga a motore, tre volte tanto viaggiando a remi.
Il Circolo coltiva un sogno. Una Cittadella per gli sport d’acqua sulla sponda del fiume, all’altezza del palazzetto dello sport, per le attività del canottaggio e non solo. È l’interesse principale. Ma partendo da qui si è arrivati a immaginare un modo per far vivere il fiume a chi non lo conosce. Un’imbarcazione a remi, quattro posti più il timoniere, da mettere in acqua dalla banchina galleggiante del ponte di via Volterra. E da qui navigare fino all’altezza dell’Istituto Iacopini. Scendere e magari raggiungere il Parco archeologico di San Vincenzino. Potrebbe funzionare. Servirebbero due piccoli pontili galleggianti e ovviamente l’imbarcazione. E magari dare anche la possibilità di salire a bordo di canoe. «Quanti cecinesi sono stati nel mezzo del fiume?», chiede Chesi. Che aggiunge: «Si tratta di un primo passo verso la sua fruibilità, anche in chiave turistica».
E allora proviamoci. Un viaggio test. Si parte dal ponte di via Volterra a bordo di un piccolo gommone a motore. Qui i grandi battelli non possono navigare. Il fondo del fiume è ad appena mezzo metro sotto il pelo dell’acqua. Tanto basta a chi conosce i segreti di questa strada d’acqua. Ci si mette in viaggio seguendo i ritmi dell’alta e della bassa marea. Fino al Giro del mondo. E qui la magia c’è tutta. Il fiume fa una svolta secca. Si può raggiungere anche camminando lungo gli argini questo punto. E scendere al fiume per toccare l’acqua gelata. Acqua che qui cambia colore. Da verde vegetale e torbida diventa leggera e scura, quasi nera. Da bordo si guarda. Una pianura che non sembra la stessa pianura, fatta di canne palustri e rovi, in lontananza i segni di archeologia industriale della Magona di epoca Granducale, e sotto pesci di cui si intravede solo il guizzare lucente.
Il turismo che c’è e non c’è e che potrebbe esserci. Navigando s’impara a conoscere la natura tutta particolare del fiume, dal letto a quella linea unica, che non è né terra né acqua. Un paesaggio che cambia da una stagione all’altra. Addirittura da un giorno all’altro con le piogge che possono scompaginarlo facendolo salire. Ma, con la stessa rapidità, l’acqua scende. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
