Sicurezza
Erosione della costa, il cantiere allestito in piazza Gramsci
La ditta Osfe Snc ha firmato il 31 gennaio il contratto che prevede 35 giorni per iniziare i lavori sulla scogliera soffolta
san vincenzo. Inizia a prendere forma il cantiere dei lavori previsti dal progetto di protezione della costa sulle scogliere a sud di San Vincenzo. In piazza Gramsci è stato montato il casotto della ditta Osfe di Giuseppe Rossi Snc, ditta calabra di Ceramile (Cs) che l’ha spuntata nella gara che ha registrato la partecipazione di una sessantina di aziende con un ribasso del 25% su una base d’asta di 876.894,02 euro.
Il contratto d’appalto tra Comune e Osfe è stato firmato il 31 gennaio. E da questa data decorrono i 35 giorni previsti per dare il via al cantiere si tratta del 1º lotto dei lavori previsti dal progetto messo a punto dall’ingegnere Maurizio Verzoni dello studio Prima ingegneria di Livorno, che si propone di rimediare ai problemi nel tratto del litorale a sud del porto turistico. Acqua torbida, sedimenti dell’escavo dei fondali del porto che hanno colonizzato la riva e la spiaggia sommersa, rendendola a tratti impraticabili, ed erosione nella parte centrale della cella.
La previsione è di 20 giorni di lavoro in mare, che tenendo conto delle possibili giornate di maltempo sul calendario significa almeno un paio di mesi. «Confermiamo l’intenzione dell’amministrazione comunale, prima dell’avvio del cantiere in mare di organizzare un incontro pubblico anche con gli esperti della Regione Toscana per fugare i dubbi sul progetto», dice l’assessore alle Politiche dell’ambiente e del mare Antonio Russo.
Che cosa prevede la soluzione messa a punto? Sparisce il pennello perpendicolare alla costa tra gli stabilimenti Mediterraneo e Delfino. La barriera soffolta esistente viene allargata e rimodellata. Risultato auspicato: eliminare gli effetti che hanno fatto guadagnare il nomignolo di Tinozza a quel tratto di litorale. In particolare, la rimessa in sagoma dell’attuale scogliera sommersa prevede il suo allargamento fino a raggiungere la larghezza di 30 metri alla sommità immersa alla profondità di –1 metro, con il tratto iniziale a nord per circa 30 metri a quota –1,50 metri per favorire un ricircolo dell’acqua. Inoltre, è previsto il ripascimento di sabbia, circa 7.000 metri cubi, di granulometria più grande di quella in loco, che dovrebbero garantire una maggiore resistenza all’azione erosiva. —
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