Il Tirreno

«Tariffe acqua riforma assurda» Pronti ai ricorsi sulle maxi-bollette

A.R.

Il Movimento Consumatori: si paghi in base ai consumi non al nucleo famigliare. «Basse le soglie di metri cubi»

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. «Anomala, assurda, contro ogni logica». Alessandro Masoni, responsabile del Movimento Consumatori della Bassa Val di Cecina, non risparmia critiche alla nuova tariffazione di Asa. Quella che, nel nome del “prezzo agevolato”, stabilisce come parametri non più e soltanto gli effettivi consumi d’acqua, ma anche i componenti del nucleo famigliare. Una mini-rivoluzione che sta scatenando reazioni e proteste. Soprattutto tra gli amministratori di condominio che nei giorni scorsi hanno già avuto una riunione con l’azienda di via del Gazometro ma che stanno ancora valutando il da farsi. In attesa che – come promesso da Asa – parta un tavolo di lavoro sul nuovo sistema di tariffazione.

L’ACCUSA: «Bollette approssimative”.

«Con questo criterio i cittadini si troveranno a che fare con bollette approssimative, con calcoli rompicapo - spiega ancora Masoni - Incrementando la tariffa sopra la soglia di un certo consumo in maniera sproposita». In sostanza, il rischio di passare in un batter d’occhio da più di un euro a oltre 4 a metro cubo di acqua consumata è dietro l’angolo. Perché superati i 50 litri al giorno (e considerate che con una doccia ne vanno via dai 40 agli 80 litri) la tariffa agevolata va a farsi benedire e scatta quella base (1,12 euro al mc) che contempla un consumo fino a 184 litri al giorno, oltre il quale c’è la mazzata (4,53 euro al mc).

Pagare in base al consumo

Per il responsabile del Movimento Consumatori la scelta dell’ Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ) recepita e attuata dall’ AIT (Autorità Idrica Toscana) è anche antistorica perché riferendosi al parametro del nucleo famigliare non tiene conto che oggi ci troviamo di fronte sempre più spesso a famiglie “liquide” (con i componenti variabili). Inoltre pesa sui clienti in modo ingiusto, con calcoli di consumo al ribasso che sembrano - ci scherza sù (ma poi mica tanto) - invitare a non lavarsi. «Si deve rispettare il principio che l’acqua va pagata in base a quanto si consuma no sulla base di quanti occupano un appartamento».

Per Masoni, poi, Asa di fronte ad un’impennata del costo delle bollette potrebbe trovarsi a fronteggiare un carico di morosità ulteriore. «E stiamo parlando di un’azienda – dice Masoni – che ha già un tasso di morosità sul primo pagamento superiore al 30%». Il problema non sono i cittadini che già pagano un costo consistente dell’acqua, fa notare il responsabile del Movimento Consumatori, ma un’azienda che non pensa alla rete idrica da ristruttura, che non fronteggia come si deve il problema delle perdite e che dovrebbe fare gli investimenti stabiliti nel piano d’ambito.

Pronti a fare ricorsi

Cosa fare, allora? Intanto la delibera che fissa i nuovi criteri non è più impugnabile perché sono trascorsi i termini. Ma non per questo i clienti del gestore idrico devono arrendersi. «Invitiamo tutti coloro che hanno bollette che non capiscono – dice Masoni -con anomalie o incrementi non attesi, di rivolgersi ai nostri sportelli». «Saranno fatti i conteggi e laddove i conti non tornano presenteremo reclami sia all’Asa che all’Autorità Idrica Toscana. Fino ad arrivare, se ci sono gli estremi, ad azioni legali».—

A.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino