Il presidio
Il Comitato sui cantieri in via Fucini «Abbiamo agito per il bene di tutti»
Castiglioncello, i promotori fanno un primo bilancio del loro intervento: «Ora c’è certezza sulla data di fine lavori»
il caso
Stanno per iniziare i lavori per la riqualificazione di via Fucini: l’apertura dei cantieri è fissata per il 4 febbraio. Con chiusura il 30 marzo. Lavori che non devono divedere, anzi unire: è il mantra del Comitato permanente di Castiglioncello, che a pochi giorni dall’avvio dei cantieri vuole stemperare gli animi. La vicenda, con il ricorso al Tar, ritirato dopo l’accordo con il Comune, ha innegabilmente creato delle divisioni all’interno dei commercianti castiglioncellesi.
I promotori del comitato gettano acqua sul fuoco. Vogliono fare chiarezza sulle motivazioni: cronoprogramma degli interventi «sintonizzato sui registratori di cassa» (sottolineano), certezza della data di fine lavori. Nel “quartier generale” eletto nel bar La Piazzetta, il gruppo storico dei rappresentanti del comitato, firmatari del ricorso, fa il punto. «Volevamo già fare un bilancio - dice il presidente Romeo Gatti - ma siamo stati travolti dagli eventi, dovevamo prendere decisioni urgenti. Ora alcuni ci accusano di avere una giacchetta politica. Ma questo non è assolutamente vero. Per questo vogliamo ripristinare la realtà dei fatti». Con Gatti c’è la vicepresidente del Comitato Wilma Mattioli, e ci sono Luca Meozzi, Marco Bosi, Marco Bettini, Gianluca Vivoli. Altri arrivano alla spicciolata. Il riferimento è alla polemica con il Ccn, c’è una chat su cui volano accuse, ma nessuno vuole parlarne. «Un’associazione - dicono a una voce - ha fatto rimostranze nei nostri confronti. Sta di fatto che la maggioranza dei commercianti di Castiglioncello ha dovuto far fronte all’emergenza. Nessuno ci ha ascoltato, anche quando siamo andati alle riunioni pubbliche, fin dal 2017, erano incontri a senso unico: la voce dei commercianti rimaneva inascoltata». Perché è nato il Comitato? «Per far fronte all’emergenza - dicono -. Quando abbiamo sentito il cronoprogramma, in base al quale i lavori potevano slittare fino al 20 giugno, abbiamo deciso di intervenire. Ora qualcuno dice che abbiamo perso venti giorni di tempo, ma non dipende da noi e non è questo il punto: la cosa importante è che la data di fine lavori è fissata nero su bianco. Prima c’erano solo assicurazioni verbali, ora tutto è scritto. Alcune trattative con il Comune sono state riservate. Trattative da cui è nato l’accordo, e per questo abbiamo deciso di ritirare il ricorso al Tar». Qualcuno accusa il comitato «di essere i padroni del paese. Non vogliono capire: noi abbiamo agito solo nell’interesse delle aziende, per restituire ai turisti e al territorio un paese agibile. Quali sono i tempi giusti per i lavori? - si chiede Gatti - I tempi giusti sono quelli dettati dal registratore di cassa. A ottobre, quando il paese si svuota e c’è il tempo per poter rimediare a problemi o intoppi». Meozzi aggiunge che permangono perplessità sul progetto, dalla chiusura al traffico permanente alla mancanza di riferimenti storici (una app, per esempio, che ricordi le origini etrusche e i frequentatori illustri di Castiglioncello). Ma sono i tempi che hanno acceso la miccia e fatto nascere rapidamente il comitato. «Siamo stati impauriti dai disastri degli ultimi tempi - dicono i promotori del comitato –: c’è il rischio concreto di trovare l’intoppo. Magari in piazza spunta un reperto etrusco e i lavori si bloccano. Per noi era fondamentale avere la sicurezza che il 30 marzo il cantiere si ferma. Abbiamo agito per salvaguardare il nostro lavoro, non c’è politica né cattiveria. L’abbiamo fatto per il bene di tutti».
Il presidente Gatti tiene a chiarire il suo ruolo. «Ritengo che siamo tutti sulla stessa barca e dovremmo andare nella stessa direzione - premette -. A metà novembre sono cominciate le preoccupazioni sulle date dei lavori, per questo è stata indetta una riunione alla presenza di un avvocato. Io ero il suo portavoce. C’è stato un incontro in Comune il 28 dicembre con l’assessore Nocchi e ancora il 2 gennaio. Di fronte a una totale chiusura al dialogo abbiamo costituito il Comitato e presentato ricorso al Tar. Grazie a incontri istituzionali e separatamente con il sindaco Franchi siamo riusciti a trovare un accordo, in seguito al quale abbiamo ritirato il ricorso. Io ho lavorato per il bene di tutti». —
M.M.
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