Italia
La maestra centenaria che ricorda tutti gli allievi - Video
Anna Guzzonato che ha insegnato una vita tra Nomadelfia, Cecina e i paesi collinari: «Mi sono tenuta attiva grazie alla mia passione per i libri»
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MONTESCUDAIO. Sono tante le fotografie dell’album dei ricordi. Si parte da quelle in bianco e nero, un po’ ingiallite, per arrivare a quelle a colori, dai contorni più nitidi. Sembrano tutti uguali i grembiulini e quei piccoli volti immortalati dagli scatti nella classica posa da “foto di classe”. Ma Anna ricorda perfettamente i nomi di ciascuno dei suoi ex alunni, di alcuni anche l’anno di nascita. Anna Guzzonato nasce nel 1919, l’anno immediatamente successivo alla Grande Guerra. Il 7 gennaio scorso ha compiuto cent’anni, spegnendo le candeline insieme alla sua famiglia e ad alcuni dei suoi ex colleghi ed allievi. Dietro agli occhi lucidissimi e arguti di questa donna c’è una lunga storia fatta di sacrificio e amore per la propria professione.
«Sono nata quando la Prima Guerra mondiale era appena finita – racconta Anna - Fare la maestra era il mio grande sogno, sin da quando ero bambina. Eravamo nove fratelli. Io fui l’unica femmina che continuò a studiare». Così Anna si iscrive al magistrale. La mattina si sveglia all’alba per aiutare la mamma nei lavori domestici, poi va a scuola. «Eravamo una famiglia numerosa; la mattina mi alzavo presto per fare l’impasto per il pane e per la pasta». Una volta diplomata, Anna inizia a lavorare come supplente a Marina di Cecina, Palazzi, Bolgheri. «Un giorno lessi su una rivista scolastica di una comunità che cercava insegnanti. Si trattava di Nomadelfia, la comunità fondata da Don Zeno Saltini nel 1947. Così partii per Carpi nel ’49 e tornai nel ’51. C’erano tanti bimbi di tutte le età, dati in affidamento alle famiglie, alcuni con problemi. Io stavo con loro tutto il giorno, anche a pranzo».
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Poi Anna si innamora, si sposa e ha due figli e ottiene il ruolo a Montescudaio, dove insegna per venticinque anni. Di fronte a lei, fra i banchi di scuola si formano intere generazioni. Anna insegna loro a leggere e scrivere ma anche a fare conti, disegnare e comporre. «Prima non era come adesso. C’era una sola maestra per tutte le materie. Così diventava come una seconda mamma per i suoi alunni. Io cercavo di essere amorevole e disponibile ad ascoltare, ma anche autorevole, perché tenere a bada tutti quei ragazzi, a volte, non era mica tanto semplice…» E le nozioni insegnate rimangono impresse nella mente e nel cuore dei suoi ragazzi, con i quali, costruisce rapporti stretti, rimasti intatti a distanza di tutti questi decenni. «Anche l’attuale vescovo di Civitavecchia è stato un mio scolaro - aggiunge Anna - e mi ha fatto molto piacere averlo qui a festeggiare il mio compleanno, il 7 gennaio. Ha celebrato la messa apposta per me. Non mi aspettavo tutti questi festeggiamenti, sono una persona riservata». L’amministrazione comunale ha omaggiato Anna di una targa «per aver seminato culture e saperi e raccolto un grande bagaglio di saggezza, memoria preziosa per tutti noi». Ma qual è il segreto per arrivare così a 100 anni? «Cercare di tenersi attivi - conclude – Fino a due anni fa mi occupavo della famiglia, dei figli e poi dei nipoti. Ora mi sono dovuta un po’ fermare, ma solo fisicamente, non con la mente: quella la tengo in allenamento con la lettura che è, da sempre, la mia grande passione».
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