Il Tirreno

Legambiente: «Prima gli argini poi le opere per la nostra costa»

di Manolo Morandini
La spiaggia del Tombolo
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La spiaggia del Tombolo

Cecina. La richiesta a Comune, Provincia e Regione di intervenire con urgenza in via sostitutiva alla Porto di Cecina Spa

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CECINA. Usa la chiave dell’ironia ma l’allarme che lancia è reale. «Sul tratto di costa che dalla spiaggia ex Andalù va al fosso Nuovo sta nascendo un’ansa che in futuro forse chiameranno golfo di Cecina». Così Angelo Ferrara, presidente di Legambiente Costa Etruschi. Che aggiunge: «Un po’ di erosione c’è sempre stata sulla costa cecinese, tant’è che in mare davanti l’Hotel Stella Marina pare ci siano i resti di un’abitazione. Il problema sta nell’accelerazione del fenomeno».

Il presidente del circolo locale di Legambiente dà un parametro per fotografare la situazione. «Il mare si porta via metri di dune e pini ogni anno, all’altezza del fosso Nuovo mancano pochi metri a che arrivi alla stradina forestale». E prosegue: «L’unico cambiamento evidente si è avuto dal 2012, con l’inizio dei lavori per la costruzione del porto di Cecina. Nel 2013 prendeva forma la diga foranea, una barriera che si spinge in mare per circa 150 metri. I progettisti e costruttori dicono che non sia la causa dell’erosione, ma intanto non danno accesso agli studi che le 5 università avevano fatto prima della sua costruzione. La scorsa estate il Comitato territorio e sviluppo Bassa Val di Cecina li ha richiesti invano». Che prosegue: «Smontare la diga foranea, adesso, sarebbe un’impresa titanica, non per l’impossibilità tecnica quanto per gli aspetti economici e le implicazioni che questa soluzione comporterebbe».

Legambiente mette in luce una situazione in cui i fronti di emergenza sono più di uno. C’è l’erosione della costa ma ci sono anche i problemi di protezione dell’abitato di Marina di Cecina, con il tratto di circa 200 metri di argine sulla sponda sinistra del fiume in corrispondenza di Villa Ginori che ad oggi non è ancora stato realizzato. «Tutti sono coscienti che c’è un pericolo che minaccia Marina», dice. «Quell’argine doveva essere già stato costruito dalla Porto di Cecina Spa, ma non l’ha fatto e adesso non ha i soldi per farlo». Da qui la proposta: «Dovrebbero essere l’amministrazione comunale insieme a Provincia e Regione a farsi carico dell’opera prima di ripascimenti e pennelli, dirottando su quest’urgenza una parte dei soldi stanziati per le opere antierosione, che sono secondarie rispetto alla protezione di Marina. E poi dovrebbero rivalendosi sulla Società Porto». —


 

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