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donoratico: alberi storici 

Stazione, condannati i pini c’è l’ok per l’abbattimento

Manolo Morandini
Stazione, condannati i pini c’è l’ok per l’abbattimento

Una relazione agronomica ne certifica le pericolosità, il rischio di crollo è alto La sindaca: il 5 gennaio un’assemblea pubblica per spiegare il drastico intervento

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Bellissimi. Imponenti. I monumenti verdi di piazza della Stazione sono vigilati da tempo. Quei pini marittimi sono lì da sempre. Non c’è cartolina o foto d’epoca in cui non siano presenti. Eppure su di loro pende una condanna già scritta. Quel patrimonio ha le ore contate. Gli alberi devono essere abbattuti, lo stabilisce una perizia agronomica. E ci si deve rassegnare alla compensazione. Al rimpiazzo con altre essenze. Insomma, non sarà più come sempre è stato.

«Non è mai facile per un’amministrazione arrivare a una decisione simile in merito ad alberi storici – afferma la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini –, ma in questo caso non esistono soluzioni alternative. Apriremo un confronto con i cittadini, ma ora credo l’unica strada sia quella dell’abbattimento da realizzare prima possibile». Destino segnato dunque per quei cinque enormi alberi. Tra l’altro uno è completamente secco. E nella scala di rischio crollo, la fragilità di un apparato radicale può essere messo in crisi da un forte vento o anche da un temporale prolungato, due pini sono classificati come molto pericolosi.

La decisione è politicamente “forte”. E, forse, impopolare, specie a ridosso con il voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Quei pini hanno un elevato valore affettivo per i cittadini. Ne è consapevole la sindaca Scarpellini dell’impatto emotivo per una loro rimozione. Ma a dettare il calendario sono altre ragioni. La decisione non può essere rimandata.

«Il dispiacere è evidente – prosegue la sindaca –. Si crea un vuoto e viene trasformato uno spazio urbano. Per questo il 5 gennaio vorremmo fare un incontro pubblico in piazza per chiarire le ragioni di questo drastico intervento e proporre una soluzione. L’idea è quella di mettere a dimora delle palme adulte e certificate come esenti da punteruolo rosso. Del resto si tratta di alberi che si associano all’immagine consolidata della nostra stazione ferroviaria, anche se dispiace vedere lo stato di deperimento di quello lungo il binario 2». C’è una questione legata ai tempi. «La piantumazione potrà essere fatta solo dopo alcuni mesi dal taglio perché si deve tenere conto del ciclo vegetativo delle palme. Perciò stiamo pensando anche di installare nella piazza spogliata dai pini una ricostruzione grafica per far capire che cosa verrà realizzato».

Che cosa è accaduto? La prima a colpire fu la tempesta del 5 marzo 2015. Alcuni dei pini a lato della piazza finirono per arrendersi alle raffiche del vento costringendo a evacuare la caserma dei carabinieri. Ne vennero abbattuti quattro. Superata l’emergenza è ripreso il tran tran quotidiano. Lo smog, le ruote delle auto parcheggiate sopra le radici già soffocate dall’asfalto, gli scavi dei cantieri. Si arriva all’autunno 2017 con i lavori per riqualificare la piazza della Stazione. I dossi nell’asfalto causati dalla spinta delle radici dei pini sono stati rimossi e con questi anche parte dell’apparato radicale. L’asfalto è stato rimpiazzato con una pavimentazione di betonelle. Soluzione all’epoca presentata come indicata per favorire il drenaggio dell’acqua piovana e il “respiro” delle radici dei pini. —



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