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«Progetti sbagliati e soldi spesi male Franchi è la vecchia politica» Bini boccia la giunta e il sindaco

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rosignano. La conferenza di fine anno del sindaco Alessandro Franchi non è piaciuta a Paolo Bini, candidato a sindaco per le amministrative 2019 con la lista civica “Per una Rosignano migliore”. Bini accusa Franchi di rappresentare la vecchia politica. «Dopo 10 anni di carica (e altri 5 precedenti in cui è stato assessore al Turismo, Urbanistica ecc.. ) senza contare altri 10 anni ancora precedenti in cui è stato consigliere comunale, segretario di partito... - dice Bini - vanta 25 anni di carriera politica a Rosignano di cui 15 come amministratore. Un politico assai navigato nonostante la ancora giovane età, un professionista della politica, visto che ad oggi non possiamo annoverargli certo altre esperienze professionali di rilievo».

Bini riconosce «a Franchi queste doti di politico, abile e determinato nello scalare e a detenere il potere all’interno del Pds, Ds e nell’attuale Pd: ne sono anche stato testimone diretto nel 2009 quando mi candidai alle primarie del Pd (allora aperte anche ai non iscritti al partito). Un’esperienza breve per me, all’interno di un partito che era democratico solo di facciata e che in realtà aveva ben precisi assetti di potere consolidato». Bini rincara la dose: «Franchi era la continuità delle politiche monoculturali di Simoncini (di Nenci un po’ meno). Politiche vecchie per me già dieci anni fa, inadeguate per uno sviluppo moderno e più sostenibile di Rosignano. Predissi ai tempi che con Franchi Rosignano sarebbe stato ingabbiato e quindi costretto ad un declino economico e anche sociale. E così a mio avviso è stato: l’ambiente è peggiorato, la Solvay ha continuato a scaricare in mare (Franchi approvò subito anche il progetto del rigassificatore), Scapigliato è gestito senza controllo, Armunia ha continuato a sperperare fiumi di soldi all’anno, le strade e il verde urbano sono a pezzi...» Bini non salva nulla e insiste sulle cifre di bilancio, che definisce “risibili”: «33,5 milioni di euro in 4 anni per le tutte le opere pubbliche sono poco più di 8 milioni l’anno, meno del 10% del bilancio annuo comunale. Per le manutenzioni 12,5 milioni in 4 anni, poco più di 3 milioni l’anno, ossia circa il 3% del bilancio. 80.000 euro spesi per i parchi comunali (che infatti sono in stato di degrado), aumento delle presenze turistiche di 100000 presenze in 10 anni. Vale a dire circa 30 presenze in più di media al giorno, la ciclopista del Tirreno». Insomma «progetti sbagliati, soldi spesi male. È l’ora - conclude - di cambiare sindaco». —

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