Il Tirreno

LA CARRIERA OLD STYLE DEL SINDACO SOCIAL

3 MINUTI DI LETTURA





Farò il sindaco fino all’ultimo secondo, ha detto Alessandro Franchi (Pd) alla conferenza di fine anno in risposta ai giornalisti che gli domandavano cosa farà da grande e chi sarà il suo successore. Tanto per sgombrare il campo da equivoci, Franchi ha specificato: non ci saranno giochetti, non ci saranno strategie. «Io farò il sindaco fino all’ultimo giorno del mio mandato, saranno gli elettori a decidere chi sarà il successore». In altre parole: non farò investiture di sorta. Una dichiarazione che riassume la cifra politica di Franchi. Lontano da squadre e supporter, al sindaco uscente piace lo stile moderato, non urlato. Nasce così la sua lunga carriera politica e amministrativa: 10 anni da sindaco, 5 da assessore, prima ancora dieci anni da consigliere comunale. Gavetta e carriera lunga a dispetto dell’età, ha 43 anni, e per certi aspetti old style. Alessandro Franchi, vadese doc, si avvicina prima al consiglio comunale che alla militanza partitica. Arriva in consiglio come indipendente nel gruppo dei Democratici per Rosignano nel 1995, non ancora ventenne. Nessuna tessera in tasca, prenderà quella dei Democratici di sinistra, di cui sarà anche capogruppo e segretario dell’Unione comunale dal 2000 al 2004, per poi approdare al Partito democratico.

Al suo debutto in consiglio, sindaco è Gianfranco Simoncini. Franchi farà il consigliere comunale nella seconda e terza legislatura Simoncini (che è stato sindaco 3 volte). Dal 2004 al 2009, di nuovo eletto in consiglio comunale, viene chiamato a fare l’assessore a Cultura, turismo e sport dal sindaco Alessandro Nenci. Ma le vicende giudiziarie che coinvolgono Nenci (poi pienamente scagionato) e il suo assessore all’Urbanistica Boccaccini stravolgono gli equilibri di giunta. Nel 2007 Franchi acquista anche la delega all’Urbanistica. Nel 2009 viene eletto sindaco per la prima volta, superando le primarie di coalizione con Nicoletta Creatini, Daniele Donati (suo attuale vicesindaco e secondo i rumors favorito per la prossima candidatura a sindaco) e Paolo Bini. Secondo mandato e seconde primarie, ancora di coalizione. È il 2014: competitor Angela Porciani e Simone Bartoli. Dal 2014 all’ottobre scorso Franchi è anche presidente della Provincia di Livorno.

Orlandiano soft, ora guarda all’area Zingaretti «perché è una novità», ama la politica e lo dichiara. «La politica mi piace - dice - e se la mia esperienza potrà essere riutilizzata in futuro ne sarò felice. Ma una volta finito il mio mandato a Rosignano il mio obiettivo è raggiungere l’autonomia lavorativa e professionale». Anche i suoi studi masticano politica: è laureato in Economia a Pisa, due master alla Luiss di Roma in comunicazione e leadership politica e in diritto parlamentare. Si dice che potrebbe candidarsi alle regionali 2020, ma lui scuote la testa: «Non ci crederà nessuno, ma davvero non lo so». Certo che non fare più il sindaco gli mancherà: «Qui tutti sono candidabili, tranne me», dichiara celando un po’ di nostalgia per dover riporre la fascia tricolore. Tanto che qualcuno sussurra che potrebbe ricandidarsi come consigliere comunale. Aspirazioni a fare il sindaco ombra? Lui inorridisce. Old style.

Molto smart invece la sua presenza sui social: nel 2016 annunciò su Facebook che si sarebbe dovuto operare al cuore. Intervento ben risolto ma che lo tenne a lungo lontano dagli impegni amministrativi. Così come su Facebook ha condiviso la felicità del matrimonio, la scorsa estate, con Caterina Bellucci, sua compagna da tanti anni. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera