Il Tirreno

fronte del porto 

Sales non esclude l’impegno «Pronti ad aprire un dialogo»

Manolo Morandini

L’Ad Zambernardi guarda con favore a un rinnovamento delle cariche sociali, condizione per riallacciare il filo del dialogo e un impegno nel progetto

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Resta uno degli attori principali. La società di costruzioni Sales Spa è tirata in ballo ogni volta che si accendono i riflettori sulle prospettive del Porto turistico di Cecina. La società, che ha sede a Roma e radici sulla costa Toscana, è uno dei principali creditori della Porto di Cecina Spa. E da più parti viene indicata come uno dei soggetti che potrebbero far uscire dalle secche lo stallo in cui è precipitato il cantiere alla foce del fiume. Al punto che dopo l’ultima chiamata in causa con una lettera aperta su Il Tirreno del 24 dicembre a firma del socio della Porto Spa Paolo Barbieri dal quartier generale di Sales si è scelto di rompere il muro della riservatezza per intervenire.

Barbieri, tra le varie cose, auspica un cambio nella gestione della Porto Spa e vede favorevolmente l’ingresso nella compagine della società di imprenditori locali tra cui la stessa Sales. «Al riguardo di quest’ultima eventualità, non posso non precisare, come già fatto in passato, che la Sales non esclude nessuna strada, purché il percorso avvenga in una “cornice di legalità” volta ad assicurare la continuità aziendale della Porto Spa – afferma l’Ad di Sales Mario Zambernardi –, condizione che tutelerebbe l’interesse dei creditori sociali, dei proprietari dei posti barca e dei soci». Che aggiunge: «Vediamo favorevolmente quindi un rinnovamento delle cariche sociali e siamo conseguentemente pronti ad aprire il dialogo con il nuovo corso gestionale che ci auguriamo possa portare cambiamenti alla stasi attuale e una maggiore credibilità all’iniziativa».

L’ultimo capitolo nel braccio di ferro con la Porto di Cecina Spa, risolto il contratto per insolvenza di quest’ultima, vede sul tavolo un decreto ingiuntivo da 3, 6 milioni di euro. Ovvero, il controvalore dei posti barca dovuti in permuta per i lavori realizzati dal costruttore. La sezione civile del Tribunale di Livorno ha accolto la richiesta avanzata da Sales di vedersi onorare il credito. Emesso il decreto ingiuntivo la Porto Spa ha presentato opposizione.

Dalla Porto Spa più volte è stato assicurato che entro il 31 gennaio sarà fatta l’assemblea dei soci. La convocazione prevista per dicembre è stata spostata in avanti. Il 15 luglio i soci avevano acconsentito alla richiesta del consiglio di amministrazione di differire l’approvazione del bilancio 2017 entro la fine del 2018. Un mese in più non sposta i termini del problema. Ma servono certezze sulla continuità aziendale altrimenti lo scenario sarà la messa in liquidazione della Porto Spa. —

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